
Nella serata di lunedì scorso è morto Giovanni Nuvoli, 53 anni, di Alghero, affetto da sclerosi laterale amiotrofica che, come Piergiorgio Welby, aveva chiesto l'eutanasia...
è morto dopo giorni di sciopero della sete e della fame, col respiratore ancora attaccato, dopo aver inutilmente richiesto ai medici di essere lasciato morire in pace e senza sofferenze...
Non c'era vicino a Nuvoli un medico come Mario Riccio (colui che aiutò Welby a morire), e che proprio nello stesso giorno è stato prosciolto con una sentenza secondo cui Welby aveva il diritto di chiedere l'interruzione della ventilazione meccanica e il medico aveva il dovere di assecondare la sua richiesta.
Questa vicenda mi ha indotto a più riflessioni:
la prima è che, eticamente favorevoli o contrari all'eutanasia, sia giunto il momento (a maggior ragione dopo una sentenza di questo genere!) di mettersi al lavoro in parlamento per dotare finalmente l'italia di una legge sul testamento biologico (che è cosa diversa dall'eutanasia e che probabilmente sarebbe bastato in casi come quelli di cui stiamo parlando ora) che riconosca "nei fatti" il diritto individuale delle persone di scegliere della propria vita, della propria salute e del proprio corpo.
E' una questione che non reputo politica, nè di destra , nè di sinistra, è una questione di CIVILTA' che credo debba essere affrontata in un Paese avanzato ed industrializzato quale riteniamo di essere.
Soprattutto, in un paese LAICO.
In un recente editoriale su Repubblica, Eugenio Scalfari riportava lo sgomento di alcuni lettori relativamente al fatto che la Chiesa avesse acconsentito ai funerali religiosi per l'avvocato milanese Corso Bovio (morto SUICIDA) e li avesse invece rifiutati a Welby, che aveva chiesto di morire ponendo fine ad inutili sofferenze.
Questo perchè la Chiesa considera il suicidio un atto derivante da un raptus momentaneo e quindi da "perdonare", mentre nel caso di Welby si trattava di un militante che lucidamente si era messo in testa di opporsi all'accanimento terapeutico Ci Dice Scalfari che poi conclude:
la Chiesa è, oltre che un'organizzazione religiosa, anche se non soprattutto un'organizzazione di potere. È anzi un potere a tutti gli effetti e si muove come tale su un'infinità di questioni che hanno poco o nulla a che vedere con la religione dell'amore e della carità predicata dai Vangeli. Come tutte le organizzazioni di potere, anche la Chiesa usa largamente lo strumento dell'ipocrisia. Questo è tutto.
Con questo post voglio semplicemente chiederCI se ci consideriamo abbastanza liberi per poterci ribellare al primato della politica nella chiesa cattolica (parlo di questa perchè siamo in Italia e perchè questo è il nostro caso) e se anche in quanto cattolici (io non lo sono ma molti tra noi immagino di sì) vogliamo provare a restituire chiarezza ai confini tra potere temporale e potere spirituale;
a dire che non possono esistere dei modelli di vita e di moralità superiori a tutti gli altri, dominanti, e restrittivi delle libertà individuali (che li imponga la chiesa, Berlusconi, la televisione qualunquista e populista o chiunque altro);
che è il momento di una legislazione al passo con le altre legislazioni Europee, che non ci stiamo a diventare un "caso particolare" solo perchè abbiamo il Vaticano in Italia
Non è nemmeno necessario parlare di laicità...si tratta semplicemente di "libertà", di rispetto per tutti, nessuno escluso.
10 commenti:
Concordo.
Anche perchè in questi casi forse è proprio il caso di parlare di accanimento terapeutico.
Io sono favorevole ad una legge sul testamento biologico (altrimenti non avrebbe senso che fossi da questa parte).
Ma gli attacchi al Vaticano sinceramente la concepisco solo come un pretesto per coprire l’incapacità dei nostri politici di fare una legge in merito, le leggi non le fa il Vaticano, ma si fanno in Parlamento. Il Vaticano in casa ??? Cazzate, ciò che affermano i vertici della Chiesa Cattolica vale ovunque nel mondo, in altri paesi dove la sinistra è un pò più seria (vedi ad es. la Spagna), si fanno meno polemiche e più fatti. In Italia abbiamo i numeri per fare questa sacrosanta legge, bene allora la si faccia, altrimenti non si cerchino dei falsi alibi. Sarebbe ora che i politici della nostra parte si prendessero le loro responsabilità, invece che fare tanti moralismi.
Il problema secondo me non è tanto di ragione ma di metodo, il problema è che NOI italiani siamo poco seri come popolo. La Chiesa però faceva comodo politicamente sulla questione della guerra in Iraq “O con Bush o con il Papa !” ripetevano i comunisti, e potrei farne altri di esempi a nostro favore, a dimostrazione che di leccaculo del Vaticano ne è piena anche la sinistra, Democratici di Sinistra in primis visto il potere in termini di voti che mal si concilia con il grande potere, questo sì, di opinione della Chiesa che è parte fondamentale della società italiana.
Un vero laico non dovrebbe preoccuparsi di andare dietro a questa o quell’altra religione, le quali affermano cose che possono essere valide come al contrario dannose alla collettività (a seconda di come uno la può pensare), può benissimo ascoltarle ma poi votare in piena autonomia; il problema semmai è tutto mentale, ed è insito nella testa di ognuno.
Me ne bado bene a crociate ideologiche contro la Chiesa Cattolica, un concetto molto più ampio ed eterogeneo delle visioni politiche delle alte sfere della gerarchia ecclesiastica, che piaccia o meno è il punto di riferimento di milioni che si dichiarano credenti; soprattutto in un paese che ha grande bisogno di cambiare mi pare deleterio, si rischia solo di fare un muro contro muro e non cambiare nulla. E soprattutto di nutrire una destra che, pur sbagliando, ha almeno il pregio di uscire allo scoperto ammettendo con i fatti di sposare una causa a fini strumentali, per proprio tornaconto.
Mi scuso sin da ora se sono stato un po’ forte nei toni, ma questo è il mio modo di scrivere.
"gli attacchi al Vaticano sinceramente la concepisco solo come un pretesto per coprire l’incapacità dei nostri politici di fare una legge in merito, le leggi non le fa il Vaticano, ma si fanno in Parlamento"
Infatti condivido,ed è ciò che intendo dire quando penso ad una politica autonoma (non contrapposta, attenzione!) dal potere spirituale; il parlamento fa le leggi, è suo compito e deve farlo pensando al benessere della società, a ciò che è meglio per i cittadini e non a ciò che pensa il Vaticano, certo è che non condivido l'atteggiamento di una Chiesa (e non parlo della Chiesa in generale ma della Chiesa come ISTITUZIONE) che strumentalizza il valore della vita per "influenzare" le scelte politiche e che si contrappone al progresso scientifico...
"In Italia abbiamo i numeri per fare questa sacrosanta legge, bene allora la si faccia, altrimenti non si cerchino dei falsi alibi. Sarebbe ora che i politici della nostra parte si prendessero le loro responsabilità, invece che fare tanti moralismi"
sai perfettamente che in Italia esistono partiti politici di chiara ispirazione cattolica e che il Vaticano non esita (non è una polemica si tratta di fatti)ad incitare chi esercita la funzione di parlamentare o di ministro a rispettare, nell'esercizio delle proprie funzioni, i precetti della fede a cui fanno riferimento e facendo questo non rispetta del tutto la nostra Costituzione.
Se a questo aggiungi numeri risicati come quelli con cui ci troviamo ad avere a che fare noi, è difficile fare leggi che non corrano il rischio di morire nella culla come è successo per i DICO...ci sono gruppi minoritari interni al centrosinistra che su queste questioni mettono in crisi la tenuta del governo.
Dunque, è vero,non è colpa del Vaticano, se vogliamo dare colpe la colpa principale è di quella politica (vedi family day) che pensa, usando le parole di Rodotà, di "poter riscrivere la tavola dei valori costituzionali in una logica comunitaria piuttosto che di diritti delle singole persone".
Proprio perchè ci sono certi politici (anche politici che faranno parte del PD) che non danno risposte chiare alle "invasioni di campo della Chiesa" e che contribuiscono ad inasprire il conflitto tra i valori, mi chiedevo NOI quale posizione intendiamo avere..consapevoli che il tema della laicità non deve essere tema di frizione tra laici e cattolici, ma un momento di dialogo, confronto e decisione.
"NOI italiani siamo poco seri come popolo"
può darsi, ma siamo anche un popolo che nei momenti difficili sa rialzare la testa, siamo il popolo di tutte quelle donne e uomini cattolici e non che hanno contribuito a dotare il nostro paese della legge sull'aborto e sul divorzio con battaglie referendarie che videro la chiesa scendere direttamente in campo dimostrando che spesso la società è più avanti di chi la governa...
"La Chiesa però faceva comodo politicamente sulla questione della guerra in Iraq “O con Bush o con il Papa !” ripetevano i comunisti, e potrei farne altri di esempi a nostro favore, a dimostrazione che di leccaculo del Vaticano ne è piena anche la sinistra, Democratici di Sinistra in primis visto il potere in termini di voti che mal si concilia con il grande potere, questo sì, di opinione della Chiesa che è parte fondamentale della società italiana"
come sopra...qua non si tratta di salvare qualcuno e accusare qualcun'altro...i 2 campi vanno tenuti separati, e basta.
Per quanto riguarda i DS non siamo stati certo un partito che su questi temi non si è diviso e non ha dato vita ad una vivace dialettica interna...
E' chiaro poi che, tornando al tema della nostra discussione, se si inzia a parlare di testamento biologico ed il giorno dopo i quotidiani sono invasi da dichiarazioni di Vescovi che accusano il governo di voler leggittimare l'eutanasia, l'opinione pubblica fa fatica a capire di cosa stiamo parlando...è questo che intendo per invasione di campo...e non voglio certo impedire ai Vescovi di finire sui giornali mi chiedo solo se siano davvero queste le battaglie che la religione ha bisogno di combattere...
"...Me ne bado bene a crociate ideologiche contro la Chiesa Cattolica...."
me ne bado bene anche io, anche perchè so perfettamente che la chiesa cattolica ed i valori cattolici non sono solo ciò che incarnano Ratzinger e il vaticano, il mio era proprio un attacco ad una politica che non risponde più, che rimane vittima di un silenzio colpevole, che non si assume più le proprie RESPONSABILITA'.
Allora, torno alla mia domanda di partenza e dico:
il partito democratico, NOI, vorremo farci portatori di una nuova cultura politica? Di una cultura politica che difenda la laicità dello Stato e i diritti di ognuno dei suoi cittadini?
In un caso come quello che ha riguardato Welby i giovani democratici scenderebbero in piazza a manifestare la propria contrarietà rispetto ad una politica assente e incapace di decidere?
Uno dei principali principi repubblicani è quello dell'Uguaglianza dei diritti.
Siamo pronti per contrapporci all'eccessivo clericalismo (diverso dall'essere cattolici, forse prima ho usato parole sbagliate) che governa l'azione politica di alcuni che pretendono di avere una morale superiore a quella altrui?
Io credo che anche un vero cattolico, e ne conosco molti, senta la necessità di ribellarsi ad un modo di intendere la religione "classista", "minoritario", "pregiudiziale", perchè guarda, di valori cattolici questa società ha estremo bisogno,di valori che creino coesione sociale e non invece una frattura tra chi ha più o meno morale.
Io credo che da qui si debba partire, dall'INCLUSIONE.
E spero che di questa sapremo fare uno dei capisaldi della nostra azione politica.
Vedi Gessica, sono d’accordo quasi su tutto ciò che dici. Il problema è quello delle generalizzazioni, errore nel quale io stesso nella foga mi sono imbattuto. Io non accuso i DS come insieme di persone che democraticamente si confrontano su un tema anche spaccandosi, ma poi riuscendo pur sempre a fare una sintesi, io me la prendo più con chi dei dirigenti da un colpo al cerchio e uno alla botte, accontentando sia il Vaticano sia chi è contro il Vaticano, magari presenziando a qualche funzione religiosa anche se non credente pur di finire sui giornali per prendere voti in più. Poi per carità, se un politico è credente è libero di andare a messa, ma lo fa in forma privata e non ufficiale, eppure ne vedo troppi in prima fila anche nella stampa locale.
Tu stessa, e me ne compiaccio, fai un distinguo parlando di chiesa istituzionale – il Vaticano per l’appunto -, ma questa difficilmente è attaccabile gettando benzina sul fuoco, perché appunto esistono partiti come l’UDC, che si vanta di esserne l’organo ufficiale (ma più o meno tutta la destra è così prona), pronti a soffiarci sopra.
Questi riscuotono ancora un grosso consenso, ed è per questo che va spiegato che fare una legge sul testamento biologico non è qualcosa contro i cattolici, così come il compromesso dei DICO (ti dirò di più, preferivo senza dubbio i PACS), anche prendendo le distanze da certi insulti che oramai solo parte più estrema della nostra coalizione attua.
C’erano anche i cattolici nelle urne a votare quando si sono raggiunte grandi conquiste sociali come il divorzio e l’aborto, e questo pure tu l’hai detto. Dare loro degli ipocriti solo perché hanno disobbedito ai dettami del Vaticano, mi pare poco onesto da parte di chi non crede, purtroppo c’è una parte dell’elettorato più estremo che ragiona in questi termini,ed è compito del PD prenderne le distanze.
Sulla questione Welby-Nuvoli la pensiamo alla stessa maniera, e confermo come dici tu la necessità di scendere in piazza e oltre che a manifestare trovare qualche strumento ancora più concreto per costringere i nostri rappresentanti a muoversi.
Ecco, forse sono solo un po’ meno d’accordo sugli italiani come grande popolo, senz’altro nella penisola italica storicamente sono emerse grandi personalità, nella politica, nell’arte, nella scienza ecc, ma come popolo ritengo che siamo ancora molto indietro da un punto di vista di senso civico, vedo ancora troppi furbi pronti a salire sul carro dei vincitori, troppa gente pronta a lamentarsi ma anche fregarsene quando c'è l'opportunità di avere strumenti utili a poterli emancipare per potere arrivare a quello sviluppo tanto ritardato, soprattutto in certe zone del paese.
Nonostante questa mia critica, non è che ami meno l’Italia di altri.
"forse sono solo un po’ meno d’accordo sugli italiani come grande popolo, senz’altro nella penisola italica storicamente sono emerse grandi personalità, nella politica, nell’arte, nella scienza ecc, ma come popolo ritengo che siamo ancora molto indietro da un punto di vista di senso civico, vedo ancora troppi furbi pronti a salire sul carro dei vincitori, troppa gente pronta a lamentarsi ma anche fregarsene quando c'è l'opportunità di avere strumenti utili a poterli emancipare per potere arrivare a quello sviluppo tanto ritardato, soprattutto in certe zone del paese"
in questo caso non mi sono spiegata bene io, condivido totalmente il tuo punto di vista, anzi condivido l'analisi che dell'Italia ha fatto Curzio Maltese nel libro "come ti sei ridotto", che definisce gli italiani un popolo di "servi contenti", la sagra dell'uomo medio disposto a genuflettersi pur di avere un qualche tornaconto personale, un popolo che elegge mafiosi e corrotti e sappiamo bene che la classe politica spesso rispecchia la base che l'ha eletta (come a dire che il Berlusconismo è prima di tutto figlio degli Italiani), detto questo però siamo stati anche un popolo che ha saputo tirar fuori un grande cuore (se non un grande raziocinio) in momenti storici tragici e drammatici.
C'è chi dice che ci sarebbe bisogno di una nuova resistenza, che siamo ormai diventati tutti apatici, che non ci sono più valori per cui lottare e dare tutto...
Insomma ciò che voglio dire non è affatto che siamo un grande paese in senso generale, ma che siamo un paese che a volte sa tirare fuori risorse impensabili. Le stesse conquiste di aborto e divorzio non si sarebbero realizzate se al di là della propria fede o provenienza politica i cittadini non avessero deciso di guadagnarsi la loro indipendenza e recriminare i loro diritti andando anche contro i poteri forti.
D'accordissimo sul senso civico e attenzione a non sottovalutare il fatto che qui parliamo di una cultura dell'individualismo e del menefreghismo che si è insinuata nella nostra società, e ricostruire qualcosa di buono sarà dura, perchè appunto si tratta di costruire una nuova cultura, un nuovo pensiero, un nuovo stile di vita. E' questo che un partito nuovo e democratico deve provare a fare..no?
p.s. credo che questo blog stia diventando esempio lampante di come il dialogo, quando parte da condizioni paritarie e senza pregiudizi, quasi sempre aiuta a trovare una sintesi e a dimostrare che molto spesso posizioni che sembrano lontane anni luce sono in realtà complementari...
è una cosa che apprezzo davvero molto!
cari direi che ci siamo arrivati ad una sintesi. il primo punto è che la politica deve essere abbastanza forte da non risentire delle influenze esterne che sia il Vaticano, i Sindacati , la Confindustria, le Multinazionali possono cercare di esercitare, se la politica è forte e capace ci deve riuscire altrimenti non può farlo.
secondo punto il testamento biologico io sono a favore come penso molti altri cattolici, il problema o meglio è la paura è che in questa legislatura non ci riusciremo, però incrociamo le dita.
quello che vorrei però che passasse, è anche la bellezza dell' altro inteso in chi dice si alla vita e cerco di spiegarmi. penso tutti abbiate visto mare dentro? gran bel film su questa questione o penso ancora a Million Dollar Baby anch' io penso se fossi in quella situazione sarei davvero combattuto. ma penso poi anche a chi è capace a reagire a queste situazione ai volti che ho conosciuto nell' ospedale alle carezze ai gesti che ridanno senso ad ogni istante della propria vita. ricordo Pasolini quando era contro l' aborto non lo era per questione bigotta come altri lo era perchè riconosceva quel senso spirituale ancestrale che è tipico del nostro mondo quel mistero che è impossibile non vedere e che non sentire a meno che l' uomo non si voglia ridurre a macchina lavoratrice. mi si dirà ora che è una questione di libertà individuale che se uno lo sente bene se non sente queste cose occorre lasciare la libertà al singolo. può essere ma non ne sono così convinto sono anche queste decisioni politiche. oggi è presente una cultura globale asettica dove la cultura della morte si nidifica molto facilmente. parlo di una cultura dove il diritto del singolo domina sul suo dovere, sul suo senso di responsabilità e sulla logica del bene comune. parlo di una cultura cinica materialista incapace di emozionarsi davanti al bello davanti a ciò che è vitale e suscita emozioni. Si fa politica anche per lottare contro questo penso no? e non bisogna quindi scagliarsi contro un istituzione a prescindere. la Chiesa è un' istituzione con tutti i limiti ma quando non da i funerali a Welby (a mio giudizio sbagliando) lo fa per difendere questa logica per difendere la vita per combattere la logica dell’ eutanasia. Non rendersi conto delle possibili derive che possono esserci quando si parla di questi argomenti è chiudere gli occhi. Moltissimi vogliono arrivare al principio dell’ eutanasia che purtroppo come diceva il mio Prof di neurologia ateo e lo ribadisco il problema è che se passa il concetto di eutanasia il limite non è piu’ oggettivo come può esserlo invece con il testamento biologico ( anche la Turco l' ha ribadito)ma soggettivo quindi sempre traslabile modificabile a secondo di chi legifera. Chi è che stabilisce qual’ è la vita che vale la pena di essere vissuta?
ho fatto questo inciso per dire che
sono molto contento della discussione vedo che possiamo costruire qualcosa di buono anche su temi molto delicati, l’ importante è eliminare il pre-giudizio sull’ altro confrontarci veramente dirci tutto e riconoscere nell’ altro una parte di verità che quasi sempre c’ è
Avanti così
bellissima conversazione,
mi riempie di gioia
Bene, esempio lampante di come fra giovani effettivamente si possa discutere!! Quando non si èm troppo ideologizzati o fanatici...
Concordo pure io sulle questioni espresse, anche se la questione è quanto mai delicata. Nuvoli quando tornò a casa sembrava cambiato, commosso, quasi felice, ricordate? Da cristiano faccio molta fatica ad accettare che qualcuno possa farsi morire. Ma il punto cruciale che spesso i cristiani dimenticano è che non s'impone il proprio punto di vista con la forza degli "appoggi vaticani", che in Italia ci sono sempre stati. Il cristiano deve essere da esempio no? Quindi non demolire le posizioni avversarie, ma convincere con l'esempio. E' questo il punto: in uno stato laico, sulle questioni tipo la famiglia e la vita, bisogna rispettare ciò che vuole la maggioranza ed ascoltare le esigenze della minoranza. La chiesa DEVE esprimere il suo parere (è il suo lavoro!), i politici risponderanno a coscienza sempre nel rispetto del bene comune. Cattolici meno ipocriti (che predicano bene e razzolano male) e meno intolleranti: il bene comune spesso può essere diverso da una rigida ortodossia.
mi piace questo dibattito perchè mette alla luce le diverse sensibilità all'interno di quello che sarà il pd.
Non capisco gli attacchi alla Chiesa, la quale liberamente esprime la sua opinione. Forse qualcuno dimentica il suo ruolo fondamentale nella società per gli aiuti alle persone malate, anziani, agli ultimi. Non è forse compito dello stato occuparsi dei suoi cittadini nel momento del bisogno???? Chiamiamo in causa la Chiesa nei momenti di bisogno e poi pretendiamo che taccia perchè non condividiamo le sue idee.
Come disse Paolo VI " la chiesa è esperta in umanità". E' chiaro che poi spetta al politico fare la politica (scusate il gioco di parole).
Vi invito a leggere le encicliche sociali della chiesa cattolica e vedrete che ci sono degli ottimi spunti di riflessione.
ciao a tutti
Ciao Andrea,
se hai letto bene gli interventi che si sono susseguiti finora mi pare evidente il fatto che nessuno ha messo in discussione la Chiesa in senso "generale".
Chiha avanzato critiche (io per prima) l'ha fatto in riferimento ad una parte della Chiesa, la parte istituzionale, quella che, onestamente, più che occuparsi dei reali bisogni delle persone mi pare si stia occupando di mantenere e rafforzare la propria autorità...
senza riuscirci molto ...
dati Eurispes 2006 alla mano: solo un terzo dei credenti in italia è anche praticante nonostante il 90 % della popolazione si professi cattolica (la percentuale scende intorno al 71 per i giovani tra 18e 24 anni...)
se andiamo a vedere i dati sulle posizioni dei cittadini italiani per quanto riguarda temi più inclini a divergenze di posizioni vediamo che il 65,6 % dei cattolici è favorevole al divorzio; l'83,2 % è favorevole all'aborto in caso di pericolo di vita della madre (il 72,9 in caso di malformazioni del feto,il 65,1 in caso di subita violenza sessuale) il dato scende solo quando parliamo di casi di aborto dovuto alla volontà della madre per condizioni economiche e simili...
e poi...
più di un cattolico su 2 si dichiara favorevole alla fecondazione assistita, il 68,7 % dei cattolici è favorevole ai PACS. Addirittura su un tema delicato come l'eutanasia ben il 38,1 % dei cattolici sarebbe favorevole (e sicuramente se parlassimo di testamento biologico la percentuale sarebbe di molto più alta).
Questo perchè credo che la Chiesa stia perdendo contatto con la realtà, quel contatto e quella dialettica data dalla presenza del potere civile accanto a quello ecclesiastico che ha consentito alla Chiesa stessa nel corso degli anni di rinnovarsi senza rinchiudersi nel puro dogmatismo.
Cosa che invece mi pare stia avvenendo ora.
Io non so se sia più colpa della Chiesa o della politica se nel corso del tempo tale confronto dialettico "storico" è diventato confronto ideologico e politico, ma così è altrimenti che senso avrebbe dare vita a gruppi come i "teodem" se non si volesse evidenziare come e quanto si intende operare nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali seguendo dogmi religiosi.
Tu dici che la chiesa esprime liberamente la sua opinione ed io non sono affatto per confinare la religione nello spazio privato, ciò non toglie che l'opinione del Vaticano non può, in nessun caso, diventare legge.
Ora, sono i politici che devono fare le scelte politiche ed io sono d'accordo...vero è anche, però, che la Chiesa non dice semplicemente la sua opinione ma si propone di portare una sua VERITA' che considera superiore a tutte le altre e così facendo gerarchizza i valori sociali a suo piacimento.
Parli di una Chiesa attenta ai bisogni dei cittadini, una Chiesa maestra di umanità e proprio perchè anche io, pur da fuori, ho questa visione, ti chiedo se sia espressione di umanità una Chiesa che decide che ci siano cittadini di serie A e di serie B, che considera l'orientamento sessuale una SCELTA, una velleità personale, e non un tratto identitario, che non sceglie di andare oltre la superficialità delle cose.
La gerarchia cattolica (E TUTTE LE ALTRE AUTORITA' RELIGIOSE,è bene ricordarlo...) devono avere, ed hanno, il diritto/dovere di esprimersi su temi che toccano la vita delle persone e noi tutti abbiamo il dovere di ascoltare (non di seguire tali precetti però) e allora risulta difficile continuare ad ascoltare vere e proprie offese alla persona come quella che si è verificata nel caso di Welby, come ogni volta in cui i vescovi si rivolgono alle donne che abortiscono, alle persone che convivono, ai "deviati" omosessuali.
Perchè non posso criticare l'istituzione Chiesa Cattolica e dire che forse dovrebbe usare la stessa forza e tenacia nel parlare delle dittature che ancora esistono al mondo, nel promuovere la prevenzione nei paesi africani, combattere contro coloro che al mondo sfruttano donne e bambini, invece di considerare "fomentatori di guerre e terrorismo" (parole di monsignor Betori) coloro che fanno scelte contrarie ai dogmi che essa diffonde.
Perchè se una persona critica questo tipo di Chiesa, la sta attaccando?
Perchè non prendere questa critica come un motivo per riflettere e migliorarsi e smettere, a propria volta, di attaccare?
Noi stiamo facendo un partito che si basa sulla convinvenza di valori laici e cattolici ed io ne sono felice perchè c'è un'umanesimo cattolico che ha contribuito anche nei tempi più bui a tenere unito questo Paese, che quotidianamente combatte la mafia e toglie i bambini dalle strade. Questa è la Chiesa per me, sono persone come Don Ciotti che combattono ASSIEME allo Stato battaglie per la legalità e la libertà.
C'è una cosa che dovrebbe accomunare Chiesa e Politica: stare tra la gente, combattere le discriminazioni...non certo fomentarle!
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