<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385</id><updated>2011-06-07T23:13:24.825-07:00</updated><title type='text'>Partito Democratico Giovani Forlì-Cesena</title><subtitle type='html'>"Non c'è Merito senza Pari Opportunità"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>24</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-8852561512405313826</id><published>2007-11-11T08:18:00.001-08:00</published><updated>2007-11-11T08:23:51.456-08:00</updated><title type='text'>Una rivoluzione silenziosa</title><content type='html'>&lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:arial;"&gt;I&lt;span style="font-size:100%;"&gt;n Italia si sta svolgendo una rivoluzione "silenziosa", essa non fa rumore più di tanto perché messa a tacere, ma che continua inesorabilmente il suo corso. Ovvero la richiesta oramai di un gran numero di comuni italiani, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di passare da una regione all’altra. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:arial;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p  class="MsoNormal" style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Come è successo due settimane fa in Veneto, dove i residenti di 3 comuni - e precisamente Cortina D’Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana - hanno votato esprimendosi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;positivamente alla richiesta &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di passare da quella regione al Trentino-Alto Adige,.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Alla base questioni di tipo economico, è indubbio, un discorso federalista: alla Regione Trentino-Alto Adige ritornano sul proprio territorio gran parte degli introiti fiscali lì generati, e quindi lì reinvestiti, con enorme vantaggio per la popolazione locale. Il presidente della Regione Veneto Galan piuttosto che screditare questa legittima consultazione popolare dovrebbe prenderne atto, piuttosto che irridere la volontà popolare. E dovrebbe piuttosto concentrarsi a reclamare quel tanto proclamato federalismo che già la coalizione alla quale appartiene - il governo precedente doveva attuare - non riuscendovi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;A parte che “pecunia non olet” (il denaro non puzza), soprattutto se è il frutto del duro lavoro della gente onesta, va detto che dietro a questa rivendicazione ci sono  anche altri motivi di natura storico-geografica, essendo questi comuni appartenenti a quella che è la Comunità Ladina, quella Ladinia che già era unità all’Alto Adige prima della forzata italianizzazione fascista. Quelle popolazioni non farebbero nient’altro che rientrare in quello che è il loro alveo naturale. Come è stato fatto l’anno scorso dai cittadini romagnoli dalla val Marecchia, il cui ingresso ufficializzato nell’attuale regione Emilia-Romagna è ritardato soltanto dalle lungaggini burocratiche (forse qualche detrattore spera ancora…)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;span style=""&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Tanti cittadini stanchi delle attese colpevoli dei loro eletti che “se ne vogliono andare”, e per questo decidono di muoversi, passando da un’amministrazione all’altra, in molti casi con ovvie ragioni da far valere, come quella di un territorio più omogeneo e facilmente gestibile. Non se ne parla perché questa mobilitazione è scomoda, perché va a rompere certi equilibri “politici” di mero interesse privatistico. Ancora riescono a passarla liscia, ma non potranno fare finta di nulla, l'arroganza ha ha un limite, la situazione è destinata a scoppiare. O federalismo o .....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.comunichecambianoregione.org/"&gt;&lt;span style=""&gt; Sito dell'Unione "Comuni che cambiano regione"&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-8852561512405313826?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/8852561512405313826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=8852561512405313826' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8852561512405313826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8852561512405313826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/11/una-rivoluzione-silenziosa.html' title='Una rivoluzione silenziosa'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-7795903939517160679</id><published>2007-10-25T01:02:00.000-07:00</published><updated>2007-10-25T01:03:47.684-07:00</updated><title type='text'>Democrazia e religione di EZIO MAURO</title><content type='html'>"Finiamola". Con questo invito che ricorda un ordine il Cardinal Segretario di Stato della Santa Sede, Tarcisio Bertone ha preso ieri pubblicamente posizione contro l'inchiesta di Repubblica sul costo della Chiesa per i contribuenti italiani, firmata da Curzio Maltese. "Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa - ha detto testualmente il cardinal Bertone - : l'apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società". Per poi aggiungere: "C'è un quotidiano che ogni settimana deve tirare fuori iniziative di questo genere. L'ora di religione è sacrosanta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci intendiamo di santità, dunque non rispondiamo su questo punto. Ma non possiamo non notare come il tono usato da Sua Eminenza sia perentorio e inusuale in qualsiasi democrazia: più adatto a un Sillabo. L'attacco vaticano riguarda un'inchiesta giornalistica che analizza i costi a carico dei cittadini italiani per la Chiesa cattolica, dalle esenzioni fiscali all'otto per mille, al finanziamento alle scuole private, all'ora di religione: altre puntate seguiranno, finché il piano di lavoro non sia compiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finiamola? E perché? Chi lo decide? In nome di quale potestà? Forse la Santa Sede ritiene di poter bloccare il libero lavoro di un giornale a suo piacimento? Pensa di poter decidere se un'inchiesta dev'essere pubblicata "ogni settimana" o con una diversa cadenza? E' convinta che basti chiedere la chiusura anticipata di un'indagine giornalistica per evitare che si discuta di "questa storia"? Infine, e soprattutto: non esiste più l'imprimatur, dunque persino in Italia, se un giornale crede di "tirar fuori iniziative di questo genere" può farlo. Salvo incorrere in errori che saremo ben lieti di correggere, se riceveremo richieste di rettifiche che non sono arrivate, perché nessun punto sostanziale del lavoro d'inchiesta è stato confutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ad.it.doubleclick.net/click%3Bh=v8/35f6/3/0/%2a/f%3B149415420%3B0-0%3B0%3B21029959%3B2928-180/150%3B23093090/23110943/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://adsl.alice.it/unica/index.html" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;La confutazione, a quanto pare, anche se è incredibile dirlo, riguarda la legittimità stessa di affrontare questi temi. Come se esistesse, lo abbiamo già detto, un'inedita servitù giornalistica dell'Italia verso la Santa Sede, non prevista per le altre istituzioni italiane e straniere, ma tipica soltanto di Paesi non democratici. In più, Sua Eminenza è il Capo del governo di uno Stato straniero che chiede di "finirla" con il libero lavoro d'indagine (naturalmente opinabile, ma libero) di un giornale italiano. Dovrebbe sapere che in Occidente non usa. Mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupisce questa reazione quando si parla non dei fondamenti della fede, ma di soldi. E tuttavia se la Chiesa - com'è giusto - vuole far parte a pieno titolo del discorso pubblico in una società democratica e trasparente, non può poi sottrarsi in nome di qualche sacra riserva agli obblighi che quel discorso pubblico comporta: per tutti i soggetti, anche quelli votati al bene comune. Anche questo è un aspetto della sfida perenne, e contemporanea, tra democrazia e religione. (25 ottobre 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-7795903939517160679?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/7795903939517160679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=7795903939517160679' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7795903939517160679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7795903939517160679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/10/democrazia-e-religione-di-ezio-mauro.html' title='Democrazia e religione di EZIO MAURO'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-3067259996211814690</id><published>2007-10-20T01:37:00.000-07:00</published><updated>2007-10-20T02:19:21.166-07:00</updated><title type='text'>Le Primarie del PD ? Un esempio di democrazia. E adesso ???</title><content type='html'>Il 14 Ottobre ho avuto la fortuna di essere stato uno dei tanti volontari che ha contribuito al buon funzionamento delle Primarie che hanno confermato la leadership di Walter Veltroni alla guida di questa "nuova" formazione politica. Non mi faccio grosse illusioni perchè per rendere nuovo un partito andrebbe ricambiata la classe dirigente, le persone più o meno sono le stesse, con questo non significa  dia  un giudizio che sia negativo o positivo in merito. Nonostante tutto voglio conservare ancora qualche speranza ben sapendo che io stesso sono parte integrante di questo processo che si spera sia democratico, non solo di nome ma anche di fatto.&lt;br /&gt;Occorre innanzitutto ripartire subito, e farlo dal territorio, quello locale, scansando concretamente quell' "antipolitica" (che poi antipolitica non è, ma semmai una legittima reazione della piazza) con proposte che vanno non solo proclamate ma anche messe in pratica. Discutere su queste senz'altro, ma poi decidersi ad agire. FEDERALISMO ed ETICA POLITICA (vedi anche come riduzione sprechi ed eliminazione dei privilegi), sono questi 2 punti fondamentali al quale il PD deve dare delle risposte, subito. E'importante che noi giovani restiamo uniti ,  con idee che possano essere accolte, finendo di ragionare sui principi idealistici, ma dando una risposta alle critiche che vengono dall'esterno. Anche sull'Ambiente, altro tema fondamentale che qui in Romagna è molto discusso da movimenti che si dichiarano estranei ai partiti tradizionali.&lt;br /&gt;Ed è importante, lo ribadisco, che il Partito Democratico non lo sia solo di nome ma anche di fatto, non sia questo nome uno specchietto per le allodole al fine di conservare certi interessi bolognesi (sia di destra che di sinistra). Occorre quindi non avere argomenti tabù su quali non confrontarsi, e accogliere le istanze popolari accettando il "rischio " democratico di mettere una scheda in mano ai cittadini, per sapere come la pensano veramente su certe determinate questioni.&lt;br /&gt;Andiamo avanti, non perdiamoci di vista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-3067259996211814690?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/3067259996211814690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=3067259996211814690' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3067259996211814690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3067259996211814690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/10/le-primarie-del-pd-un-esempio-di.html' title='Le Primarie del PD ? Un esempio di democrazia. E adesso ???'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-5325644975045994507</id><published>2007-10-07T12:33:00.001-07:00</published><updated>2007-10-07T12:43:09.918-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;span class="txt12"&gt;Ecco l'articolo di repubblica di qualche giorno fa.. se ve lo siete perso date un'occhiata! &lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di CURZIO MALTESE&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;                                     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati". Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l'arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall'arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel "ventennio Ruini", segretario dall'86 e presidente dal '91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all'interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI.&lt;br /&gt;Le ragioni dell'ascesa di Ruini sono legate all'intelligenza, alla ferrea volontà e alle straordinarie qualità di organizzatore del personaggio. Ma un'altra chiave per leggerne la parabola si chiama "otto per mille". Un fiume di soldi che comincia a fluire nelle casse della Cei dalla primavera del 1990, quando entra a regime il prelievo diretto sull'Irpef, e sfocia ormai nel mare di un miliardo di euro all'anno. Ruini ne è il dominus incontrastato. Tolte le spese automatiche come gli stipendi dei preti, è il presidente della conferenza episcopale, attraverso pochi fidati collaboratori, ad avere l'ultima parola su ogni singola spesa, dalla riparazione di una canonica alla costruzione di una missione in Africa agli investimenti immobiliari e finanziari.&lt;br /&gt;                                                                             &lt;!--inserto--&gt;&lt;div id="adv180x150m"&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                       &lt;br /&gt;Dall'otto per mille, la voce più nota, parte l'inchiesta di Repubblica sul costo della chiesa cattolica per gli italiani. Il calcolo non è semplice, oltre che poco di moda. Assai meno di moda delle furenti diatribe sul costo della politica. Il "prezzo della casta" è ormai calcolato in quattro miliardi di euro all'anno. "Una mezza finanziaria" per "far mangiare il ceto politico". "L'equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all'anno".&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Alla cifra dello scandalo, sbattuta in copertina da Il Mondo e altri giornali, sulla scia di La Casta di Rizzo e Stella e Il costo della democrazia di Salvi e Villone, si arriva sommando gli stipendi di 150 mila eletti dal popolo, dai parlamentari europei all'ultimo consigliere di comunità montane, più i compensi dei quasi trecentomila consulenti, le spese per il funzionamento dei ministeri, le pensioni dei politici, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali di partito, le auto blu e altri privilegi, compresi buvette e barbiere di Montecitorio.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Per la par condicio bisognerebbe adottare al "costo della Chiesa" la stessa larghezza di vedute. Ma si arriverebbe a cifre faraoniche quanto approssimative, del genere strombazzato nei libelli e in certi siti anticlericali.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Con più prudenza e realismo si può stabilire che la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico. Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione ("Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire", nell'opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per "aiuti di Stato". L'elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l'Ici (stime "non di mercato" dell'associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all'anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all'anno, più qualche decina di milioni.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;La Chiesa cattolica, non eletta dal popolo e non sottoposta a vincoli democratici, costa agli italiani come il sistema politico. Soltanto agli italiani, almeno in queste dimensioni. Non ai francesi, agli spagnoli, ai tedeschi, agli americani, che pure pagano come noi il "costo della democrazia", magari con migliori risultati.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Si può obiettare che gli italiani sono più contenti di dare i soldi ai preti che non ai politici, infatti se ne lamentano assai meno. In parte perché forse non lo sanno. Il meccanismo dell'otto per mille sull'Irpef, studiato a metà anni Ottanta da un fiscalista all'epoca "di sinistra" come Giulio Tremonti, consulente del governo Craxi, assegna alla Chiesa cattolica anche le donazioni non espresse, su base percentuale. Il 60 per cento dei contribuenti lascia in bianco la voce "otto per mille" ma grazie al 35 per cento che indica "Chiesa cattolica" fra le scelte ammesse (le altre sono Stato, Valdesi, Avventisti, Assemblee di Dio, Ebrei e Luterani), la Cei si accaparra quasi il 90 per cento del totale. Una mostruosità giuridica la definì già nell'84 sul Sole 24 Ore lo storico Piero Bellini.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Ma pur considerando il meccanismo "facilitante" dell'otto per mille, rimane diffusa la convinzione che i soldi alla Chiesa siano ben destinati, con un ampio "ritorno sociale". Una mezza finanziaria, d'accordo, ma utile a ripagare il prezioso lavoro svolto dai sacerdoti sul territorio, la fatica quotidiana delle parrocchie nel tappare le falle sempre più evidenti del welfare, senza contare l'impegno nel Terzo Mondo. Tutti argomenti veri. Ma "quanto" veri?&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Fare i conti in tasca al Vaticano è impresa disperata. Ma per capire dove finiscono i soldi degli italiani sarà pur lecito citare come fonte insospettabile la stessa Cei e il suo bilancio annuo sull'otto per mille. Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all'estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all'autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all'interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come "esigenze di culto", "spese di catechesi", attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l'altro paradosso: se al "voto" dell'otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Nella cultura cattolica, in misura ben maggiore che nelle timidissime culture liberali e di sinistra, è in corso da anni un coraggioso, doloroso e censuratissimo dibattito sul "come" le gerarchie vaticane usano il danaro dell'otto per mille "per troncare e sopire il dissenso nella Chiesa". Una delle testimonianze migliori è il pamphlet "Chiesa padrona" di Roberto Beretta, scrittore e giornalista dell'Avvenire, il quotidiano dei vescovi. Al capitolo "L'altra faccia dell'otto per mille", Beretta osserva: "Chi gestisce i danari dell'otto per mille ha conquistato un enorme potere, che pure ha importantissimi risvolti ecclesiali e teologici". Continua: "Quale vescovo per esempio - sapendo che poi dovrà ricorrere alla Cei per i soldi necessari a sistemare un seminario o a riparare la cattedrale - alzerà mai la mano in assemblea generale per contestare le posizioni della presidenza?". "E infatti - conclude l'autore - i soli che in Italia si permettono di parlare schiettamente sono alcuni dei vescovi emeriti, ovvero quelli ormai in pensione, che non hanno più niente da perdere...".&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;A scorrere i resoconti dei convegni culturali e le pagine di "Chiesa padrona", rifiutato in blocco dall'editoria cattolica e non pervenuto nelle librerie religiose, si capisce che la critica al "dirigismo" e all'uso "ideologico" dell'otto per mille non è affatto nell'universo dei credenti. Non mancano naturalmente i "vescovi in pensione", da Carlo Maria Martini, ormai esiliato volontario a Gerusalemme, a Giuseppe Casale, ex arcivescovo di Foggia, che descrive così il nuovo corso: "I vescovi non parlano più, aspettano l'input dai vertici... Quando fanno le nomine vescovili consultano tutti, laici, preti, monsignori, e poi fanno quello che vogliono loro, cioè chiunque salvo il nome che è stato indicato". Il già citato Vittorio Messori ha lamentato più volte "il dirigismo", "il centralismo" e "lo strapotere raggiunto dalla burocrazia nella Chiesa". Alfredo Carlo Moro, giurista e fratello di Aldo, in uno degli ultimi interventi pubblici ha lanciato una sofferta accusa: "Assistiamo ormai a una carenza gravissima di discussione nella Chiesa, a un impressionante e clamoroso silenzio; delle riunioni della Cei si sa solo ciò che dichiara in principio il presidente; i teologi parlano solo quando sono perfettamente in linea, altrimenti tacciono".&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;La Chiesa di vent'anni fa, quella in cui Camillo Ruini comincia la sua scalata, non ha i soldi per pagare gli impiegati della Cei, con le finanze scosse dagli scandali e svuotate dal sostegno a Solidarnosc. La cultura cattolica si sente derisa dall'egemonia di sinistra, ignorata dai giornali laici, espulsa dall'universo edonista delle tv commerciali, perfino ridotta in minoranza nella Rai riformata. Eppure è una Chiesa ancora viva, anzi vitalissima. Tanto pluralista da ospitare nel suo seno mille voci, dai teologi della liberazione agli ultra tradizionalisti seguaci di monsignor Lefebrve. Capace di riconoscere movimenti di massa, come Comunione e Liberazione, e di "scoprire" l'antimafia, con le omelie del cardinale Pappalardo, il lavoro di don Puglisi a Brancaccio, l'impegno di don Italo Calabrò contro la 'ndrangheta.&lt;br /&gt;Dopo vent'anni di "cura Ruini" la Chiesa all'apparenza scoppia di salute. È assai più ricca e potente e ascoltata a Palazzo, governa l'agenda dei media e influisce sull'intero quadro politico, da An a Rifondazione, non più soltanto su uno. Nelle apparizioni televisive il clero è secondo soltanto al ceto politico. Si vantano folle oceaniche ai raduni cattolici, la moltiplicazione dei santi e dei santuari, i record di audience delle fiction di tema religioso. Le voci di dissenso sono sparite. Eppure le chiese e le sagrestie si svuotano, la crisi di vocazioni ha ridotto in vent'anni i preti da 60 a 39 mila, i sacramenti religiosi come il matrimonio e il battesimo sono in diminuzione.&lt;br /&gt;                                   &lt;br /&gt;Il clero è vittima dell'illusoria equazione mediatica "visibilità uguale consenso", come il suo gemello separato, il ceto politico. Nella vita reale rischia d'inverarsi la terribile profezia lanciata trent'anni fa da un teologo progressista: "La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo". Quel teologo si chiamava Joseph Ratzinger.&lt;br /&gt;                                                 &lt;i&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                         &lt;!-- do nothing --&gt;                                                     (Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco)&lt;/i&gt;                                     &lt;br /&gt;                                                         &lt;!-- do nothing --&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-5325644975045994507?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/5325644975045994507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=5325644975045994507' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5325644975045994507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5325644975045994507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/10/ecco-larticolo-di-repubblica-di-qualche.html' title=''/><author><name>Valerio &amp;amp; Lucia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01445521192557823232</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-3545078465853603120</id><published>2007-10-06T09:22:00.000-07:00</published><updated>2007-10-06T09:24:19.964-07:00</updated><title type='text'>Lettera aperta di Salvatore Borsellino - Caso De Magistris</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;" lang="IT"&gt;Lettera aperta di Salvatore Borsellino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio ringraziare il Ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del Giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.&lt;br /&gt;Voglio ringraziarlo pubblicamente perché mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e di aggressioni di ogni tipo nei confronti della Magistratura la gente si fosse ormai assuefatta all’arroganza e all’impunità dei politici e avesse accettato come normale ed ineluttabile questo stato di cose.&lt;br /&gt;Ora invece la reazione provocata da questa iniziativa nell’opinione pubblica, nella gente comune, reazione che sta provocando in tutta Italia raccolte di firme e mobilitazioni spontanee, soprattutto di giovani, a sostegno del Magistrato perché possa continuare il suo lavoro senza intimidazioni e interferenze esterne, mi ha fatto rinascere la speranza che le cose possano ancora cambiare.&lt;br /&gt;Ho sottoscritto insieme a Sonia Alfano una lettera al Capo dello Stato dove chiediamo che tuteli, come è suo compito, l’indipendenza della Magistratura raccomandando al CSM, di cui è Presidente, di rigettare la richiesta del Ministro. E chiedergli invece di occuparsi di altri e ben più gravi problemi della Giustizia, come il caso della Procura di Caltanisetta, dove sono concentrate le indagini sui fatti più gravi della nostra storia recente, quali l’indagine sui mandanti esterni della strage di Via D’Amelio e l’indagine sulla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, che viene, dal 12 luglio 2006, lasciata senza una guida ed affidata ad un reggente.&lt;br /&gt;Voglio però sperare che il sig. Ministro prenda spontaneamente atto della situazione di incompatibilità ambientale che si è creata tra la sua persona e la maggioranza degli Italiani e voglia attuare il suo proposito di dimettersi, proposito più volte minacciato, ma finora solo allo scopo di ricatto nei confronti della maggioranza di Governo.&lt;br /&gt;Il sig. Mastella ama spesso ripetere di essere una persona onesta, non deve quindi temere che le indagini in corso da parte del giudice De Magistris possano coinvolgere la sua persona, potrebbero al massimo coinvolgere i suoi amici o persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene qualche tipo di rapporto, magari non sempre limpido.&lt;br /&gt;Dovrebbe essere anzi grato al Giudice De Magistris che con le sue indagini potrà dimostrare l’onestà del sig. Ministro fornendogli una patente di onestà certificata che avrebbe per questo più valore delle sue affermazioni che, agli occhi dell’opinione pubblica, non possono che essere di parte e quindi non obiettive se non addirittura sospette.&lt;br /&gt;Non vorrei però insistere troppo sulla sua persona con il rischio di additarlo come comodo capro espiatorio dei tanti mali della politica italiana, come ha detto Beppe Grillo con un’ironia che il sig. Mastella non è stato in grado di capire e che tutta la stampa nazionale ha fatto finta di non capire pubblicando titoli a tutta pagina sulla pretesa di pace tra il politico e il comico, e qui lascio al vostro giudizio decidere chi sia il politico e chi il comico, e pubblicando poi solo qualche trafiletto poco visibile quando Beppe Grillo ha chiarito le vere intenzioni della trappola in cui l’aveva fatto cadere.&lt;br /&gt;Il fatto è, signor Mastella, che una persona come Grillo, che ieri ha fatto di mestiere il comico, oggi è uno dei pochi che fa politica in modo serio, e quelli che sono stati designati dai partiti italiani per fare i politici e che la gente, in mancanza di altre scelte, ha dovuto votare, si affannano oggi in tutti i modi per fare la parte dei comici in quel cabaret di bassa lega che è diventata la politica in Italia.&lt;br /&gt;Ma lo scenario, purtroppo, non è quello di un cabaret, è quello di una tragedia, la tragedia di un paese allo sbando dove gli equilibri di Governo si reggono su ricatti incrociati e dove l’opposizione non aspetta altro che il suicidio del Governo per poter subentrare nell’esercizio del potere, ricominciare ad emanare "leggi ad personam" e continuare, come peraltro ha fatto anche questo Governo, nell’attuazione di quel patto scellerato tra lo Stato e la mafia per la spartizione del potere e degli appalti in Italia per cui è stato necessario eliminare Paolo Borsellino.&lt;br /&gt;E io purtroppo vedo tante, troppe analogie tra le vicende di ieri e quelle di oggi. Oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone vengono additati come degli eroi e, dopo averli uccisi, si cerca ancora di seppellirli a forza di commemorazioni, di lapidi e targhe stradali, quasi a rassicurarsi del fatto che siano veramente morti, ma ieri, quando erano sul punto di arrivare nelle loro indagini al punto focale dei rapporti tra la mafia e la politica, si cercava in tutti i modi di rendergli difficile il lavoro, di isolarli, di costringerli a trasferirsi in altra sede per riuscire a trovare degli spazi per poter continuare le loro indagini.&lt;br /&gt;Anche De Magistris è stato messo in difficoltà dal suo capo, anche De Magistris è stato isolato, anche De Magistris si sta cercando di trasferire per renderlo innocuo, ma si ricordi, sig. Ministro, che per esperienza del passato, l’isolamento di un Giudice o di un investigatore è stato sempre il primo passo per additarlo alla vendetta della camorra e della mafia e chi da inizio e determina questo stato di cose non ha minori responsabilità, almeno morali, di chi ne decide l’eliminazione o preme il pulsante di un timer.&lt;br /&gt;Si ricordi però che la gente non sopporterebbe che la storia si ripeta, quella stessa gente che nella cattedrale di Palermo prese a calci e schiaffi quei politici che pretendevano di sedersi in prima fila davanti alle bare dei ragazzi di Paolo, vi caccerebbe allo stesso modo da un Parlamento nel quale sedete fianco a fianco di personaggi inquisiti, prescritti o già condannati nei primi gradi di giudizio e questa volta non riuscireste a riciclarvi sotto altre sigle e nuovi partiti, a mantenere il potere e ad occupare indegnamente le istituzioni come avete fatto dopo il disfacimento della prima repubblica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;"&gt;                                                                                         &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;"&gt;                                                                                                                              Salvatore Borsellino&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;" lang="IT"&gt;vedetevi anche il link ad una interessante intervista a De Magistris:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: &amp;quot;MS Sans Serif&amp;quot;;" lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=pQt0PdNNWeg"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=pQt0PdNNWeg&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-3545078465853603120?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/3545078465853603120/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=3545078465853603120' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3545078465853603120'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3545078465853603120'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/10/lettera-aperta-di-salvatore-borsellino.html' title='Lettera aperta di Salvatore Borsellino - Caso De Magistris'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-7534264474943046474</id><published>2007-09-17T05:38:00.000-07:00</published><updated>2007-09-17T05:44:45.412-07:00</updated><title type='text'>Quel popolo di Grillo che vota a sinistra</title><content type='html'>Direi che l' articolo che vi riporto di seguito riassume bene il rapporto PD V day.&lt;br /&gt;Io faccio parte di quella base elettorale del PD...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• da La Repubblica del 14 settembre 2007, pag. 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Ilvo Diamanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è discusso molto intorno al­la manifestazione promossa da Beppe&lt;br /&gt;Grillo. Il V-day, come vie­ne definito ora, con una prudenza lessicale&lt;br /&gt;perfino patetica, visti i tem­pi. Il dibattito è stato, sin qui,&lt;br /&gt;sovra­stato da preoccupazioni politiche più che analitiche. I&lt;br /&gt;"giudizi" hanno prevalso sulle "spiegazioni" e ancor più sulle&lt;br /&gt;"descrizioni"&lt;p&gt;&lt;wbr&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altronde, si tratta di un fenomeno emerso in mo­do rapido e al&lt;br /&gt;contempo inatte­so. Ha spiazzato. Tuttavia, "mi­surare" aiuta,&lt;br /&gt;sicuramente, a "comprendere"&lt;wbr&gt;. A ciò può con­tribuire un sondaggio&lt;br /&gt;condotto, nei giorni scorsi, da Demos-Eurisko per la Repubblica. Se ne&lt;br /&gt;può ricavare, infatti, un primo profilo   sociale   e politico dei&lt;br /&gt;soste­nitori della mani­festazione   pro­mossa  da  Beppe Grillo   e&lt;br /&gt; dei  fre­quentatori del suo blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che dicono di avere firmato le proposte di leg­ge elaborate da&lt;br /&gt;Grillo o di essere, comunque, d'ac­cordo con esse, so­no circa il 43%&lt;br /&gt;de­gli italiani (intervi­stati nel sondag­gio). Mentre il 27% è&lt;br /&gt;contrario e il 30% non ne sa nulla. Il V-people, ispirato da Beppe&lt;br /&gt;Grillo, comprende tutti i settori sociali e po­litici, ma con un grado&lt;br /&gt;di densità molto diverso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) I suoi sosteni­tori sono maggior­mente concentrati nel Centronord&lt;br /&gt;e, per  quel  che  ri­guarda le compo­nenti   più   attive, nelle&lt;br /&gt;grandi città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) Dal punto di vista sociografico, incidono di più fra le persone di&lt;br /&gt;età "centrale" (35-55anni), con  titolo  di  studio  elevato. Inoltre,&lt;br /&gt;fra i lavoratori autono­mi, ma soprattutto fra i tecnici, gli&lt;br /&gt;impiegati, i dirigenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Dal punto di vista politico, sono presenti anzitutto fra gli&lt;br /&gt;elettori di centrosinistra (58%), in particolare nella base del PD&lt;br /&gt;(60%). In misura minore, fra i "disincantati" (43%); quelli che non&lt;br /&gt;hanno unpartito o una coalizione di riferimento; quelli che "se ne&lt;br /&gt;fregano della politica". Mentre la loro incidenza è più modesta fra&lt;br /&gt;gli elettori della CdL (32%). Ma non tra i leghisti, che sembrano&lt;br /&gt;molto attratti dal ver­bo del V-day.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati relativi a coloro che fre­quentano il blog di Grillo sono, in&lt;br /&gt;parte, diversi. E' lo stesso "mezzo", d'altronde, a delimitare e a&lt;br /&gt;specificare questa com­ponente.   Comprende   circa l'1,5% del&lt;br /&gt;campione, per quel che riguarda i "frequentatori as­sidui". Quelli&lt;br /&gt;"saltuari" e "occasionali"&lt;wbr&gt;, invece, costituiscono un ulteriore 10% (si&lt;br /&gt;tratta di da­ti, comunque, molto indicativi e probabilmente&lt;br /&gt;sovrastimati dal metodo di rilevazione)&lt;wbr&gt;. I "fre­quentatori assidui"&lt;br /&gt;del blog, in particolare, hanno un profilo molto definito, rispetto al&lt;br /&gt;V-people. Ci sono più giovani (25-44 anni), molto istruiti; fanno i&lt;br /&gt;li­beri professionisti, oppure i tec­nici,   gli  impiegati; &lt;br /&gt;svolgono, perlopiù, attività "intellettuali. Votano, largamente, a&lt;br /&gt;centrosi­nistra. Ma più a "sinistra" che al "centro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, quattro su cin­que, tra i firmatari e i sostenitori&lt;br /&gt;dell'iniziativa di Grillo (il V-peo­ple), non frequentano il blog. Il&lt;br /&gt;20% di essi, peraltro, non usa internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò suggerisce che il V-people sia stato "mobilitato" da canali&lt;br /&gt;diversi e non solo dalle nuove tecnologie della comunicazio­ne. Certo,&lt;br /&gt;internet, gli sms costi­tuiscono mezzi di comunica­zione e di&lt;br /&gt;organizzazione im­portanti, sperimentati, con suc­cesso, da altri&lt;br /&gt;attori politici (i nuovi movimenti, in particola­re) . Coinvolgono,&lt;br /&gt;però, una cer­chia di persone "competenti"&lt;wbr&gt;, ma ancora delimitata. Per&lt;br /&gt;"co­struire" un evento di successo, che assuma dimensioni di mas­sa, è&lt;br /&gt;necessario il concorso dei media "tradizionali"&lt;wbr&gt;. Il V-day, in&lt;br /&gt;particolare, è stato "lanciato" dal blog di Beppe Grillo. Poi, però, è&lt;br /&gt;stato propagandato dai giornali di informazione e d'o­pinione, da&lt;br /&gt;radio e televisioni. In un crescendo divenuto irresi­stibile nelle&lt;br /&gt;ultime settimane. Anche perché i contenuti e il protagonista&lt;br /&gt;dell'iniziativa so­no apparsi, fin dall'inizio, dota­ti di un appeal&lt;br /&gt;assolutamente straordinario. La protesta con­tro la "casta" e i&lt;br /&gt;privilegi della politica, oggi, è un genere mediatico e letterario di&lt;br /&gt;grande successo. Beppe Grillo: uno straordinario comunicatore, che&lt;br /&gt;riempie, da anni, piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al&lt;br /&gt;tempo stesso attore, predicatore, fustigatore, comi­co, tragico,&lt;br /&gt;dissacrante e moralista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II "messaggio" del V-Day, pe­raltro, è stato ulteriormente&lt;br /&gt;am­plificato   "dopo"  l'evento.  Di nuovo: televisioni, radio,&lt;br /&gt;gior­nali. Ma soprattutto, le polemi­che. I principali leader&lt;br /&gt;politici, molti intellettuali e opinionisti. Importanti cariche dello&lt;br /&gt;Stato. Nell'aria, la parola magica: Anti­politica. Gridata come un&lt;br /&gt;insulto. Mentre oggi ha assunto, presso l'opinione pubblica, un&lt;br /&gt;significato del tutto opposto. Se la "politica" coincide con i&lt;br /&gt;par­titi, con questi partiti; con i politici, con "questi" politici.&lt;br /&gt;Allora, "ma vaffa... ": la politica e i poli­tici. Allora,&lt;br /&gt;"antipolitica" diven­ta una virtù; un elogio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, oggi, i propagan­disti più efficaci del "verbo" di Beppe&lt;br /&gt;Grillo sono quei leader che ripetono, fino all'ossessione, la parola&lt;br /&gt;"antipolitica"&lt;wbr&gt;. Nel­l'intento di stigmatizzarla. Op­pure, al&lt;br /&gt;contrario, per giustifi­carla.&lt;wbr&gt;.. Perfino Umberto Bossi ha messo in&lt;br /&gt;guardia contro la "minaccia antipolitica" rappre­sentata da Grillo.&lt;br /&gt;Rivelando — da professionista po­litico  dell'antipo­litica — qualche&lt;br /&gt;ti­more nei confron­ti di un concorren­te pericoloso..&lt;wbr&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il problema riguarda, soprat­tutto, il centrosini­stra. E in&lt;br /&gt;particolare il Partito Demo­cratico . La cui base elettorale sembra,&lt;br /&gt;in larga parte, d'accordo con lo "spirito" del V-day. Il che, alla&lt;br /&gt;vi­gilia delle prima­rie, assume un si­gnificato inequi­vocabile.&lt;br /&gt;Sottoli­nea una domanda di rinnovamento "radicale". Di idee, uomini,&lt;br /&gt;compor­tamenti. Riflette, ancora, la delusio­ne — irriducibile — degli&lt;br /&gt;elettori di centrosinistra, do­po un anno di go­verno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I leader del PD e della sinistra, per questo,   oggi   si muovono&lt;br /&gt;incerti. Fra  due  percorsi altrettanto   insi­diosi.      Perché&lt;br /&gt;quando attaccano il V-day, quando deprecano,   con parole sprezzanti,&lt;br /&gt;la cosiddetta "antipolitica"&lt;wbr&gt;, se la prendono, direttamente, con la&lt;br /&gt;propria ba­se.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quando — per "giustifi­carlo" — definiscono il V-day una "risposta&lt;br /&gt;al vuoto della po­litica", senza accorgersene, senza volerlo, parlano&lt;br /&gt;di se stessi. Perché quel "vuoto" non posso­no che averlo "scavato"&lt;br /&gt;loro, da tanto tempo al centro della poli­tica. Dovrebbero,&lt;br /&gt;onestamen­te, prenderne atto. E agire di conseguenza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-7534264474943046474?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/7534264474943046474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=7534264474943046474' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7534264474943046474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7534264474943046474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/09/quel-popolo-di-grillo-che-vota-sinistra.html' title='Quel popolo di Grillo che vota a sinistra'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-5949158500289712413</id><published>2007-09-08T03:50:00.000-07:00</published><updated>2007-09-08T03:55:32.371-07:00</updated><title type='text'>VAFFANCULO A TUTTI... LORO !!!</title><content type='html'>Sono andato in Piazza del Popolo a Cesena per firmare, non ce l'ho fatta, c'è la ressa. Ripeteranno la raccolta di firme sabato prossimo, oppure una persona può firmare in qualsiasi banchetto della propria provincia, importante è che abbia con sè un documento di riconoscimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile dire che come iniziativa abbia trionfato, è una dura lezione che i cittadini stanno dando alla classe dirigente del nostro paese, senza distinzione di colore politico. Un segnale importante di profondo disgusto verso la politica, ma anche un segnale di speranza, stavolta veramente dal basso, in quanto spontaneo e volontario, che non deve essere sprecato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le Primarie dell'Unione hanno fatto più di 4 milioni di votanti, penso proprio che qui, essendo una cosa molto trasversale e fuori dagli schemi dei partiti, si possa arrivare anche a 10 milioni. Se non ci si arriva, è perchè a differenza delle nostre Primarie i mezzi di informazione ne hanno parlato molto..troppo poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì ci sono proposte concrete, e la nostra classe politica non può fare finta di nulla. Deve cessare l'arroganza del potere e far sì che si accettino le richieste del popolo votante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-5949158500289712413?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/5949158500289712413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=5949158500289712413' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5949158500289712413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5949158500289712413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/09/vaffanculo-tutti-loro.html' title='VAFFANCULO A TUTTI... LORO !!!'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-7574799477094995283</id><published>2007-08-26T08:37:00.001-07:00</published><updated>2007-08-26T09:41:52.720-07:00</updated><title type='text'>La proposta del compromesso storico</title><content type='html'>&lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;p&gt;Sfogliando, in queste lunghe giornate d'estate, la raccolta di scritti di Berlinguer sulla rivista Rinascita, mi sono imbattuta in questo bell'articolo del segretario del PCI. Siamo nel lontano 1983 e gli eventi sono cambiati, tuttavia queste parole risultano così attuali e soprattutto illuminanti (per questo vorrei condividerle con voi):&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;"Se è vero che una politica di rinnovamento democratico può realizzarsi solo se è sostenuta dalla grande maggioranza della popolazione, ne consegue la necessità non soltanto di una politica di larghe alleanze sociali ma anche di un determinato sistema di rapporti politici, tale che favorisca una convergenza e una collaborazione tra tutte le forze democratiche e popolari, fino alla realizzazione fra di esse di una allenza politica. [...] l'unità dei partiti di lavoratori e delle forze di sinistra non è condizione sufficiente per garantire la difesa e il progresso della democrazia ove a questa unità si contrapponga un blocco dei partiti che si situano dal centro fino all'estrema destra. Il problema politico centrale in Italia è stato, e rimane più che mai, proprio quello di evitare che si giunga a una saldatura stabile e organica tra il centro e la destra [...], e di riuscire invece a spostare le forze sociali e politiche che si situano al centro su posizioni coerentemente democratiche.[...] Ecco perchè noi parliamo non di una "alternativa di sinistra" ma di una "alternativa democratica", e cioè della prospettiva politica di una collaborazione e di una intesa delle forze popolari di ispirazione comunista e socialista con le forze popolari di ispirazione cattolica oltre che con formazioni di altro orientamento democratico"&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Altra parte che decisamente interessante è quella riguardo la questione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Laicità&lt;/span&gt;, nella lettera al vescovo di Ivrea (1976):&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;p&gt;"[...] Il richiamo alla laicità non comporta la minima rinuncia alle rispettive tradizioni ideali, né l'immiserimento di queste ad un fatto meramente privato, ma sollecita invece a che esse, alla luce del sole, abbiano il giusto posto e cerchino un reciproco arricchimento [...]". Usando anche un passo dell'enciclica di Giovanni XXIII, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pacem in Terris&lt;/span&gt;, ribadisce lo stesso concetto: "Gli incontri e le intese nei vari settori dell'ordine temporale fra credenti e quanti non credono o credono in modo non adeguato, perchè aderiscono ad errori, possono essere occasione per scoprire la verità e renderle omaggio".&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-7574799477094995283?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/7574799477094995283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=7574799477094995283' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7574799477094995283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7574799477094995283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/la-proposta-del-compromesso-storico.html' title='La proposta del compromesso storico'/><author><name>Veronica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-3658665687852226721</id><published>2007-08-24T05:15:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T02:27:52.615-08:00</updated><title type='text'>LA CASTA E LA POLITICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/Rs7MYTRa3SI/AAAAAAAAACU/02bUmDEks84/s1600-h/CASTA.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102240145719614754" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/Rs7MYTRa3SI/AAAAAAAAACU/02bUmDEks84/s400/CASTA.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Riprendo ad intervenire dopo un'estate molto piena... (scusate le mie assenze ad i vari incontri!)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Volevo dare alcuni spunti che ho assorbito ascoltando amici e gente riguardo il nuovo PD. E l'argomento è proprio quello della casta, come già visto nel post precedente. Anticipo che &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;non vuol essere populismo&lt;/span&gt;, ma semplicemente bisogna che affrontiamo l'argomento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Specifico anche che non credo nei libri&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"Rivelazione"&lt;/span&gt; , non sono mai folgorato ed esaltato in un attimo. E' solo uno spunto: la politica fa discutere da tanto, ma è tutt'ora l'argomento più all'ordine-del-giorno che esista. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;I problemi sono noti e sono tanti, costi della politica, poltrone ed istituzioni inutili e dispendiose, paghe e pensioni dorate per i politici, sprechi ed abusi di potere....ma nessuno ha mai fatto nulla. Nello stesso libro è sottolineato che già col referendum del '93 sul finanziamento ai partiti e soprattutto con TANGENTOPOLI si sancì la rottura definitiva fra popolo e politici. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Io dico&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se il PD deve essere animato dai giovani, DEVE cambiare qualcosa (e ne deve parlare!!!!).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se il PD è nuovo DEVE RISOLVERE queste situazioni di totale rottura con la gente (fare, fare, fare).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Se i giovani del PD possono offrire qualcosa di veramente utile è proprio la loro "verginità" ed innocenza in un mondo come quello della politica che spesso (non sempre) ha spessore umano pari a zero. Diciamo basta a tutto questo. Diciamo basta alla totale mancanza di buon senso nella gestione e nelle scelte della politica, se non per uno squallido guadagno personale. Diciamo che deve far politica SOLO chi la intende come bene comune, NON come guadagno personale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Diciamolo e facciamolo, noi per primi. Sempre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-3658665687852226721?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/3658665687852226721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=3658665687852226721' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3658665687852226721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3658665687852226721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/la-casta-e-la-politica.html' title='LA CASTA E LA POLITICA'/><author><name>mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16321431148355180646</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/SgxBusv1EkI/AAAAAAAAAMA/G28ZvGLn3Cc/S220/batman_logo_wp_001.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/Rs7MYTRa3SI/AAAAAAAAACU/02bUmDEks84/s72-c/CASTA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-7752511816437374801</id><published>2007-08-21T05:54:00.000-07:00</published><updated>2007-08-21T05:56:00.823-07:00</updated><title type='text'>Feste de L'Unità, davvero è meglio cambiare nome?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Le feste dell´Unità ai tempi del Pd ILVO DIAMANTI19-08-2007&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L´anno scorso, tratteggiando una «mappa» delle feste di partito, nel centrosinistra, emergeva un´assenza significativa. In mezzo a un tripudio di feste dell´Unità, diffuse un po´ ovunque, qui e là si celebravano altri riti estivi. Organizzati da Rifondazione (Festa di Liberazione), la Margherita, i Verdi (Festambiente). Perfino dall´Udeur (Festa del Campanile) e dalla Lista Di Pietro. Un Paese in festa. Almeno d´estate. Con una evidente eccezione: il Partito Democratico. Un marchio votato da milioni di elettori (sotto le liste dell´Ulivo). Che non disponeva, però, di una vera occasione di festa. Fino a un anno fa. Quest´estate, invece, nei dintorni di Urbino e Pesaro, zona tradizionalmente «rossa», abbiamo visto manifesti contrassegnati da diverse e curiose combinazioni di sigle e di bandiere. Festa dell´Unità (FdU) e dell´Ulivo; FdU e del Pd; FdU e dell´Ulivo per il Pd; FdU, dell´Ulivo e del Pd. Qui e là, isolata, qualche «festa dell´Ulivo», senza altre denominazioni. (Ma nessuna festa del Pd). Mentre resistono, in gran numero, le Feste dell´Unità. Insomma, una «foresta di simboli» politici. Evoca la fase di passaggio, che stiamo attraversando. Sospesa tra partiti che hanno chiuso con il passato e altri fin troppo nuovi. Al punto che, per ora, hanno solo un futuro (assai prossimo) da coltivare. Eppure, un vocabolario di feste politiche tanto composito suggerisce anche qualche disagio. Ben sottolineato dalla polemica sollevata dalla proposta dal politologo Salvatore Vassallo, sostenitore, fra i più rigorosi, del Partito Democratico. Nel compilare un decalogo per la costruzione del Pd, Vassallo, nei giorni scorsi, ha inserito anche un "comandamento" che prevede il superamento delle Feste dell´Unità. Dove molti Democratici potrebbero sentirsi «ospiti graditi, ma non padroni di casa». Suscitando reazioni accese, fra molti dirigenti e militanti diessini. Indisponibili a «cedere» la titolarità, la responsabilità e, magari, il controllo (amministrativo) della «loro» festa. La tentazione di scivolare nell´ironia, per quanto comprensibile, va controllata. Anche se sulle «feste dell´Unità» c´è un´ampia letteratura dall´impronta folk. Tuttavia, a noi la questione pare fin troppo seria. Perché permette di ragionare sulle basi del consenso ai partiti tradizionali, in Italia. E sui problemi conseguenti alla costruzione di un «nuovo» soggetto politico, che si propone di «andare oltre» i modelli del passato. La «festa dell´Unità», infatti, riassume molti degli aspetti che caratterizzavano il «partito di massa», nel corso della prima Repubblica. Il Pci, soprattutto, ma anche la Dc hanno costruito e mantenuto il loro consenso attraverso un profondo legame con la società e il territorio. Costituivano dei soggetti di partecipazione, di «educazione», inseriti nella vita quotidiana. Così, in particolare nelle zone rosse dell´Italia centrale, votare a sinistra era il riflesso di un´appartenenza totale. Che si esprimeva in ogni momento e in ogni luogo. Nell´associazionismo economico e sindacale, nel tempo libero, nei consumi. Una vita trascorsa tra case del popolo, coop, arci, cgil, cna. E sezioni di partito. Qualcosa di simile avveniva nelle zone bianche: nel Nordest e nelle province periferiche del Nord, dove dominava la Dc. Il cui retroterra associativo e organizzativo, tuttavia, preesisteva; in quanto faceva riferimento alla Chiesa e al mondo cattolico. Le feste dell´Unità, di questo sistema di appartenenza, costituivano il riassunto fedele. Il luogo in cui la vita quotidiana e privata si incontra con quella pubblica. In cui lo spirito volontario dei militanti si traduce in «servizio» (negli stand gastronomici e no). In cui la passione si mischia all´evasione; e l´impegno al piacere. Dove si discutono i destini del mondo a tavola, di fronte a una piadina e a un quarto di vino. Dove la politica fa «comunità». Tutto al riparo delle bandiere rosse. Per questo sono sopravvissute. Al Pci, al Pds e ai Ds. Per questo «resistono» al sopravvento del Pd. Perché echeggiano una memoria profonda e radicata. Gramsci, Berlinguer, la casa del popolo, la vita di fabbrica, l´impegno in quartiere. E poi D´Alema, Fassino, lo stesso Prodi. Tutti insieme. Senza soluzione di continuità. Sono sopravvissute, le feste dell´Unità, non solo al Pci e ai soggetti politici venuti dopo, ma anche al modello di partito in cui sono sorte. Di cui costituivano un incrocio. Il partito di massa. Non c´è più. Non può ritornare. In Italia, si è imposto il partito mediatico personalizzato, inventato e interpretato da Berlusconi. E imitato da tutti, anche a sinistra, con esiti diversi. La televisione ha rimpiazzato il territorio. La comunicazione ha sovrastato la partecipazione. Le passioni politiche hanno perduto intensità, ma anche significato. Nella biografia della gente, la politica conta meno di un tempo. Comunque, non è più percepita come un elemento «normale», che attraversa la vita quotidiana. Ma come una frattura. Oggi, i settori sociali più «politicizzati», non a caso, sono anche i più estremisti. Oppure i più antipolitici. Quelli che: «la politica fa schifo e i politici anche». Costruire un nuovo partito oppure un nuovo modo di fare politica significa, necessariamente, andare oltre il partito di massa. Ma anche oltre ciò che lo ha sostituito. Oltre il «partito come Chiesa», ma anche il «partito personale», celebrato attraverso il rito dei media. Oltre la forbice tra «partito comunità» e «partito senza società». Di fronte a questo bivio, il Pd procede ancora incerto. Viene da partiti che hanno memoria lunga e radici profonde. Ma non ha riferimenti internazionali e storici precisi e definiti. Non è socialista, ma neppure americano (come suggerirebbe il nome prescelto). Su alcune questioni sociali ed etiche importanti, è diviso. E´ maggioritario, per strategia. Ma al suo interno resistono vocazioni partigiane e proporzionali. Come rivela la sua incertezza fra sistema elettorale francese e tedesco. Così, la polemica sull´etichetta delle feste di partito è meno futile di quanto sembri. Perché costringe a interrogarsi su cosa sarà, su cosa voglia diventare, il Pd, rispetto a ciò che c´era prima. Se il suo cammino debba procedere ammainando le bandiere del passato, le identità e i sistemi organizzativi da cui origina. Se debba avere una bandiera, un´identità, un´organizzazione specifiche e originali. Che assorbano e sostituiscano quelle precedenti. Se, come il Pci e la Dc di ieri, debba costruire mille «case del popolo» locali. Promuovere mille feste popolari di paese. Sventolando le proprie bandiere, esibendo il proprio nome. Da parte nostra, immaginiamo l´identità del Pd come un «perimetro». Un «confine mobile» e non «un immobile» (visti i tempi, i rischi di svalutazione sarebbero, d´altronde, molto forti). Un´area, che distingue e delimita tradizioni ed esperienze diverse. Alla ricerca di un senso e di un destino comune. Per cui non ci preoccupa se sventolano le bandiere rosse, accanto e insieme alla bandiera del Pd (che peraltro ignoriamo; ci viene in mente solo quella dell´Ulivo). Tanto meno ci preoccupa che resistano, ancora a lungo, le FdU. Auspichiamo, invece, che altre feste, intitolate al Pd e all´Ulivo, si diffondano, accanto ad esse. Ma senza sostituirle. Senza trasformare le mille FdU in altrettante FdPd. Perché le FdU sono irripetibili, slegate dal loro retroterra. E il Pd, peraltro, non le deve ripetere. Non deve cercare di identificarsi con la società o di confondersi nella vita quotidiana. Tanto meno di «colonizzarle». Ma di dar loro rappresentanza. Perché il futuro partito – se vuole avere un futuro – non deve riprodurre il passato. Ma neppure negarlo, riscriverlo o, peggio, occultarlo. Deve rispettarlo. Guardare avanti. E tirare diritto. Perché, infine, chi vuole costruire il Pd ha ancora molto da lavorare. Il tempo della festa verrà più avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-7752511816437374801?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/7752511816437374801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=7752511816437374801' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7752511816437374801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/7752511816437374801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/feste-de-lunit-davvero-meglio-cambiare.html' title='Feste de L&apos;Unità, davvero è meglio cambiare nome?'/><author><name>Gessica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://bp1.blogger.com/_HCi0xC9Chpo/R3OgLblT2nI/AAAAAAAAAAg/L1INJ9-mM_Q/S220/sorriso2.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-8098458089997316888</id><published>2007-08-20T10:42:00.001-07:00</published><updated>2007-08-20T10:56:08.495-07:00</updated><title type='text'>LA CASTA</title><content type='html'>In questi giorni di vacanza, ho avuto tempo per leggermi qualche stralcio di questo libro che ho acquistato e del quale consiglio la lettura ad ogni italiano. Il grave è che se si rinfacciasse ciò che vi si afferma - e che corrisponde alla verità che si tenta di nascondere ai cittadini - ai vari dirigenti poltronati, loro stessi pur di non perdere consenso confermerebbero che si tratta di una vergogna. Ma di fatto nessuno di essi si spenderebbe in prima persona per eliminare certi odiosi privilegi. Sarò populista, ma è indubbio che da AN a Rifondazione, alla fine sono tutti di una stessa razza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dal sito di Beppe Grillo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapete cosa mi fa veramente, ma veramente, incazzare? &lt;strong&gt;Lavorare&lt;/strong&gt; per mantenere dei &lt;strong&gt;parassiti&lt;/strong&gt;. Dei dipendenti infedeli. Mi spingo leggermente più in là: dei ladri. Ladro mi sembra la parola adeguata per chi prende &lt;strong&gt;dieci volte &lt;/strong&gt;lo stipendio che gli spetta. quando gli spetta.&lt;br /&gt;I precari, i pensionati, i piccoli imprenditori ogni mattina, &lt;strong&gt;al risveglio&lt;/strong&gt;, mettono da parte dieci, venti, cento euro. Sono le tasse per gli stipendi dei ladroni di Stato. E’ ladro chi usa una carica pubblica per ottenere dei privilegi, dal &lt;strong&gt;funerale gratis&lt;/strong&gt;, alla pensione baby. E’ ladro chi impedisce alla giustizia di funzionare con &lt;strong&gt;bancarotte cancellate&lt;/strong&gt; e bilanci che da falsi diventano veri. Miracoli dell’impunità di una intera classe politica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stella e Rizzo&lt;/strong&gt; la chiamano&lt;strong&gt; casta&lt;/strong&gt;, ma è un complimento. Sono uomini e donne senza arte né parte che hanno vinto un &lt;strong&gt;terno al lotto&lt;/strong&gt; e vivono alle nostre spalle, il loro nome è &lt;strong&gt;miserabili&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il blog ha intervistato gli autori del libro: “La Casta”. Prima di leggerlo prendete del &lt;strong&gt;valium&lt;/strong&gt;. Di seguito è riportato un brano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Ricordiamo, in breve, solo quattro punti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il primo&lt;/strong&gt;: tra i grandi Paesi occidentali l’Italia è quello con il numero più alto di parlamentari eletti. Senza contare i senatori a vita ... abbiamo un parlamentare &lt;strong&gt;ogni 60.371 &lt;/strong&gt;abitanti contro ogni 66.554 in Francia, ogni 91.824 in Gran Bretagna, ogni 112.502 in Germania, per non dire degli &lt;strong&gt;Stati Uniti: uno ogni 560.747&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il secondo&lt;/strong&gt;: lo stipendio di un deputato è cresciuto dal 1948 ad oggi, in termini reali e cioè tolta l’inflazione, di quasi &lt;strong&gt;sei volte &lt;/strong&gt;... ed è di 11.703 euro oggi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Terzo punto&lt;/strong&gt;: nessuno si avvicina ai &lt;strong&gt;149.215 euro &lt;/strong&gt;di stipendio base dei nostri deputati europei. Non solo prendono oltre 44.000 euro più degli austriaci, ma incassano quasi il doppio dei tedeschi e degli inglesi, il triplo dei portoghesi,&lt;strong&gt; il quadruplo degli spagnoli&lt;/strong&gt;... la lista non tiene conto delle integrazioni, a partire dal rimborso delle spese di viaggio per l’europarlamentare e i suoi collaboratori, “calcolato a forfait sul biglietto aereo più costoso, senza vincolo di documentazione”. Più “la rilevante indennità aggiuntiva per i collaboratori, di cui non solo non occorre documentare la retribuzione, ma neppure l’esistenza” ... “Il calcolo di &lt;strong&gt;30-35.000 euro al mese &lt;/strong&gt;è quindi probabilmente approssimato più per difetto che per eccesso”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quarto punto&lt;/strong&gt;: l’insofferenza di molti parlamentari verso chi calcola nel loro stipendio anche i &lt;strong&gt;soldi per il collaboratore &lt;/strong&gt;è spesso ipocrita fino all’indecenza ... pagano sottobanco i collaboratori (tra i 500 e i 1.500 euro) per i quali prendono al Senato 4.678 euro e alla Camera 4.190 al mese ... Un servizio delle Iene smascherava il giochetto dimostrando che alla Camera su &lt;strong&gt;629 collaboratori ufficiali &lt;/strong&gt;quelli regolarmente&lt;strong&gt; assunti erano solo 54&lt;/strong&gt;: tutti gli altri erano pagati in nero.&lt;br /&gt;Quanto? “Il mio &lt;strong&gt;riccamente&lt;/strong&gt;” rispondeva spigliata la margheritina Cinzia Dato. ... “La politica ha dei grossi costi. Quindi ognuno s’arangia” spiegava romanescamente il nazional-alleato Carlo Ciccioli. “Quanto paga i portaborse?” “Quattro o cinquecento euro ar mese &lt;strong&gt;pe’ fa ‘na cosa&lt;/strong&gt;. Quattro o cinquecento pe’ fanne ‘natra...”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-8098458089997316888?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/8098458089997316888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=8098458089997316888' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8098458089997316888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8098458089997316888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/la-casta.html' title='LA CASTA'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-5116761199671758479</id><published>2007-08-13T05:06:00.001-07:00</published><updated>2007-08-13T05:10:23.332-07:00</updated><title type='text'>Rettifica</title><content type='html'>Carissimi, come vedrete ho tolto il post sulla questione della federazione unica perchè la nostra discussione è stata riportata con alcune imperfezioni su un giornale locale e non vorrei venisse in alcun modo strumentalizzata.&lt;br /&gt;Ritengo comunque che ci vada riconosciuta capacità critica e autonomia tale per cui sarà una discussione che nelle sedi opportune porteremo avanti, approfondendo tra noi la questione.&lt;br /&gt;Vi riporto però il comunicato di rettifica che ho inviato al Corriere (a nome della Sinistra Giovanile di forlì) sul quale compariva un articolo che faceva trasparire una posizione dei giovani per il pd di forlì e cesena che non corrispondeva a quella reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Comunicato Stampa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In riferimento all’articolo pubblicato dal Corriere riguardante l’incontro dei giovani per il partito democratico (dal quale sarebbe emersa una posizione netta in favore di una futura unica federazione di Forlì/Cesena) , si ritiene utile precisare che:&lt;br /&gt;Il coordinamento dei giovani per il partito democratico, di cui fanno parte Sinistra Giovanile di Forlì, Sinistra Giovanile di Cesena, Giovani della Margherita di Forlì/Cesena ed altri soggetti del territorio interessati al progetto del partito nuovo, si è costituito con l’intento di portare contributi alla discussione sia sui "contenuti" sia sull’sull’"organizzazione" del futuro partito.&lt;br /&gt;Su quest’ultimo punto, in riferimento all’organizzazione provinciale o comprensoriale del PD si sono registrate opinioni diverse che hanno visto la sinistra giovanile di cesena preferire il livello comprensoriale e dunque il mantenimento di una Federazione dell’area cesenate ed invece i giovani della sinistra giovanile di forlì e della margherita propendere per un’organizzazione provinciale.&lt;br /&gt;Si tratta comunque di una riflessione comune che non pregiudica scelte che dovranno essere fatte nelle sedi opportune e che fa parte di un più ampio percorso di collaborazione e dialogo che in ogni caso continuerà anche dopo il 14 Ottobre in particolare in vista delle costituenti provinciali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-5116761199671758479?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/5116761199671758479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=5116761199671758479' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5116761199671758479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5116761199671758479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/rettifica.html' title='Rettifica'/><author><name>Gessica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://bp1.blogger.com/_HCi0xC9Chpo/R3OgLblT2nI/AAAAAAAAAAg/L1INJ9-mM_Q/S220/sorriso2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-1380422840431319518</id><published>2007-08-10T16:15:00.000-07:00</published><updated>2007-08-10T16:19:06.267-07:00</updated><title type='text'>...senza parole...</title><content type='html'>sicuramente l'indifferenza è la cosa migliore di fronte a queste cazz...te! ma l'indignazione è forte (la stessa indignazione provata ieri per Caruso che ha definito Biagi e Treu gli "assassini" responsabili delle morti sul lavoro...non è possibile pretendere dai politici ALMENO la sanità mentale?!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TREVISO -&lt;em&gt; C'è bisogno di iniziare una "pulizia etnica contro i culattoni". Con queste parole durissime Giancarlo Gentilini, prosindaco leghista di Treviso, ha dichiarato guerra agli omosessuali. Colpevoli, a suo dire, di aver trasformato il parcheggio di via dell'Ospedale in un luogo di incontro dove si consumano rapporti sessuali, suscitando le proteste degli abitanti della zona. "Darò subito disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni - ha detto ai microfoni di Rete Veneta l'ex sindaco sceriffo della Lega, riportano oggi i quotidiani locali - Devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni e simili". Gentilini è famoso per essere stato più volte protagonista di polemiche infuocate, l'ultima delle quali dopo il pestaggio dell'onorevole Vladimir Luxuria da parte della polizia russa. A tenere banco soprattutto le sue dichiarazioni sugli extracomunitari, che aveva definito "perdigiorno", suggerendo che "i gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka". E adesso ha annunciato un "giro di vite" contro gli omosessuali e gli scambisti. "Useremo la videosorveglianza per stroncare il via vai di scambisti", denunciato dagli abitanti nel parcheggio "a luci rosse", dove è stata segnalata anche la presenza di prostitute. "Darò disposizione di rinforzare le telecamere. Ma a me interessa piuttosto fare i controlli mirati - ha detto ancora Gentilini -. Quando la mia polizia vigilerà per la zona ci sarà un fuggi fuggi generale".&lt;br /&gt;Per il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, le dichiarazioni del prosindaco "non sono preoccupanti. E' il suo modo di essere. Lui parla sinceramente, con un linguaggio concreto che tutti capiscono. In questo caso si parla di decoro pubblico e noi cerchiamo di spostare gay, prostitute, coppie omosessuali o eterosessuali, fa lo stesso, che si scambiano effusioni sotto gli occhi di tanta gente". Un problema, spiega Gobbo, di dimensione nazionale, "e infatti ci stiamo attivando perchè venga cambiata la legge Merlin. Bisogna riaprire le case chiuse e creare quartieri a 'luci rosse' come succede nel resto d'Europa: garantiscono protezione sanitaria e tasse pagate". Ma le associazioni omosessuali annunciano guerra. "Non possiamo - spiega Rossana Praitano, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli - restare in silenzio dopo affermazioni agghiaccianti come queste. Per questo quereleremo il prosindaco per apologia di Nazismo. Ci appelliamo al ministro degli Interni - aggiunge il presidente nazionale dell'Arcigay Aurelio Mancuso - affinchè intervenga nei confronti di una amministrazione che incita alla violenza" E in risposta alle esternazioni di Gentilini, il deputato di Sinistra Democratica Franco Grillini propone di organizzare "subito un bel "kiss-in" a Treviso accompagnato dall'inaugurazione di una 'gay-street'". "E' importante - spiega Grillini - dar vita subito ad azioni di protesta, come si è fatto a Roma per il famoso bacio omosessuale&lt;/em&gt;"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-1380422840431319518?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/1380422840431319518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=1380422840431319518' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/1380422840431319518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/1380422840431319518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/senza-parole.html' title='...senza parole...'/><author><name>Gessica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://bp1.blogger.com/_HCi0xC9Chpo/R3OgLblT2nI/AAAAAAAAAAg/L1INJ9-mM_Q/S220/sorriso2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-6043438704790767047</id><published>2007-08-04T11:12:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T02:27:52.815-08:00</updated><title type='text'>IL PD SECONDO BERSANI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RrTEBksWH1I/AAAAAAAAAAU/5u3Jap8vwqo/s1600-h/pierlu.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5094912609771462482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 155px" height="155" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RrTEBksWH1I/AAAAAAAAAAU/5u3Jap8vwqo/s320/pierlu.jpg" width="118" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vi riporto un'intervista al ministro Bersani pubblicata sull'Unità di oggi e che mi vede praticamente totalmente concorde.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi piacerebbe discuterne con voi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;ECCOLA:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Pier Luigi Bersani: «Nel Pd troppi verticismi»&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;È preoccupato Pier Luigi Bersani. Guarda al modo in cui si sta lavorando alla fase costituente del Partito democratico e scuote la testa: «&lt;em&gt;Vedo tre rischi, di cui uno molto serio e forse anche mortale se non si pone rimedio». &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il ministro diessino per lo Sviluppo economico vede la &lt;em&gt;possibile «sottorappresentazione» di una sinistra che definisce «popolare e di governo», vede il rischio che il «carattere federale» del nuovo partito sia trattato come fatto «burocratico anziché politico» quando è chiaro che «un assetto federale non può essere attraversato senza eccezione alcuna da meccanismi nazionali e verticalizzati nella composizione delle liste e nella scelta delle candidature»: «A livello regionale si deve consentire una certa autonomia nelle decisioni, ci deve essere un margine alla fedeltà sia alle regole che ai candidati e ci possono essere formule anche diverse da regione a regione».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma soprattutto, Bersani guarda con preoccupazione al «&lt;em&gt;rischio di sovrapporre una fase, che deve essere costituente, alla configurazione materiale di un assetto del partito»: «Il meccanismo trovato fin qui non deve diventare un verticismo a cascata. Abbiamo un livello nazionale, un livello regionale. Ora non vorrei che qualcuno pensasse che partendo dall´alto e scendendo giù per li rami si arrivasse a scegliere segretari e ticket fino all´ultima sezione di quartiere».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per evitare quello che sarebbe un rischio «mortale» per il Pd, dice il ministro diessino Bersani, c´è solo un modo: «&lt;em&gt;Il giorno dopo l´Assemblea costituente dobbiamo ripartire dal basso, dobbiamo mettere lo scettro in mano al popolo dei democratici».&lt;/em&gt;Eppure, ministro Bersani, il Pd ha registrato una ripresa.«Questa è la premessa ad ogni ragionamento. Le cose vanno bene, abbiamo un'attenzione larga sul processo, c'è un preludio a una partecipazione alta e anche una riscoperta della possibilità di discutere di politica che non avevamo da tempo. In fondo, anche le incursioni degli ultimi giorni, quelle di Pannella e Di Pietro che sono apparse un po' improprie perché un nuovo partito non è un autobus, testimoniano della capacità di questo progetto di suscitare attenzione».Dopo la premessa tutta luci, arrivano le ombre?«&lt;em&gt;Arrivano i problemi, che vedo. Noi abbiamo bisogno che tutto il popolo dei democratici si senta motivato. Anzi, tutto il potenziale popolo dei democratici, che deriva sia dagli antichi partiti che dalle nuove attenzioni. Ora, per come è partita la corsa, per come sono state fatte le mosse d'avvio in termini di meccanismi di candidature e formazione delle liste, si affaccia un problema di possibile sottorappresentazione di una sinistra che definirei popolare e di governo. E questo soprattutto nei luoghi di maggior radicamento di questo popolo».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lei punta il dito su candidature e liste: Veltroni, Bindi, Letta e, per quanto riguarda le liste che sostengono il sindaco di Roma, lista "istituzionale", lista ambiente-sapere e lista di sinistra. Dov'è il problema?«Intanto, lei parla di lista "istituzionale"...».Quella in cui dovrebbero candidarsi i gruppi dirigenti dei Ds e della Margherita, ma chi l'ha definita "lista principale" è stato contestato da chi lavora alle altre due liste.«Perfetto, ma anche questo neologismo, giustamente virgolettato, segnala che c'è un certo problema. Dopodiché, basta far due conti e si capisce che così andando le cose può esserci un rischio di spaesamento di una parte importante di questo popolo di sinistra».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il suo sembra un ragionamento che guarda più al passato che al futuro.«Non è così, prescinde totalmente da idee di fazione o di partiti che non ci sono più. Lo stesso ragionamento varrebbe se ci fossero altre fette di popolo spaesate. E io vorrei che di questo primo problema se ne sia consapevoli tutti quanti, a cominciare da chi lavora sulle liste cosiddette "istituzionali", da chi lavora ad altre liste e anche dagli altri contendenti. &lt;em&gt;Il discorso, che pongo semplicemente alla sensibilità politica di tutti anche se per come è il meccanismo riguarda fattori quasi matematici, riguarda il Pd. E io dico attenzione, c'è una radice molto forte, popolare di sinistra, che deve essere tenuta in conto. Quando sostengo che la parola sinistra non deve essere lasciata incustodita alludo naturalmente ai programmi, alla forma partito, ma alludo anche alle radici».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Diceva "questo primo problema". Vuole dire che non è l'unico con cui ha a che fare il Pd?«Purtroppo non è l'unico, perché noi&lt;em&gt; abbiamo sempre detto che il Pd dovrà essere un partito a base federale e abbiamo deciso di trattare i livelli regionali come quelli nazionali. Bene, ma adesso che si sta lavorando alle liste questa caratteristica deve avere anche un contenuto politico. Sarebbe cioè curioso che un assetto federale fosse attraversato senza eccezione alcuna da meccanismi di candidatura e di composizione delle liste che fossero nazionali e verticalizzati. Noi dobbiamo invece darci un po' di flessibilità politica».&lt;/em&gt; Che cosa significa?«Che ci deve essere un margine perché nei livelli regionali la fedeltà alle regole, ai candidati, possa avere anche delle correzioni, delle formule anche diverse. E questo perché abbiamo bisogno di incrociare territorio per territorio anche particolari conformazioni politiche e sociali. &lt;em&gt;In concreto questo vuol dire che dobbiamo essere tutti quanti disponibili, a cominciare dai candidati, a consentire che i meccanismi di elezione dei segretari regionali e di composizione delle liste regionali possano avere anche un carattere di autonomia politica. Non è obbligatorio che in tutte le regioni, siccome si sono candidati Veltroni, Bindi e Letta, ci debbano essere i candidati segretari regionali di Veltroni, Bindi e Letta. Si vedrà sul territorio, senza chiedere a ciascun candidato fedeltà eccessive. Il federalismo è un fatto politico, non burocratico, non riguarda le regole. Altrimenti, diciamolo, abbiamo scherzato&lt;/em&gt;»&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Eppure già si parla di organigrammi pronti, di segretari regionali già decisi: avete scherzato, ministro?«Non è così. E però c'è un terzo problema, che per me è dirimente e può essere anche mortale per il Pd. È il rischio di sovrapporre una fase che comunque deve essere costituente alla configurazione materiale di un assetto del partito. Cioè &lt;em&gt;noi facciamo l'Assemblea costituente per progettare il Pd, non possiamo arrivare a ottobre avendo allestito un partito senza aver discusso come farlo&lt;/em&gt;».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dove dice che è stato commesso l´errore?«Fin qui si è seguito un meccanismo che potrebbe portare ad un verticismo a cascata. In questo si rischia la sovrapposizione di cui parlo. Abbiamo cioè deciso come deve essere il livello nazionale e quello regionale. Bene, si doveva pur partire. &lt;em&gt;Ma adesso temo, e se temo è perché ne ho qualche segnale, che qualcuno stia pensando, forse che tanti stiano pensando, che noi si possa andare avanti a cascata così, cioè che sempre partendo dall'alto, con meccanismi di candidature o di ticket, arriviamo dal nazionale al regionale al provinciale all'ultima sezione di quartiere. Io non sono d'accordo».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La soluzione per evitare un simile scenario?«&lt;em&gt;È assolutamente necessario che il giorno dopo l'Assemblea costituente si riparta dal basso. Il che vuol dire: si sceglie la platea, che può essere sia quella dei votanti del 14 ottobre che una più ampia, la si suddivide per comuni, per circoscrizioni, per quello che si vuole, e si convocano le unità di base».Dopodiché?«Attraverso discussioni politiche, di documenti, le unità di base eleggono i loro segretari e formano la platea per il livello provinciale. Cioè, in sostanza, parte una &lt;strong&gt;fase congressuale&lt;/strong&gt; almeno fino al livello provinciale.&lt;/em&gt; È chiaro che questo processo potrà farsi solo dopo ottobre, però sarà meglio cominciare a discuterne, perché qui sta passando poco a poco l'idea che noi stiamo facendo non l'Assemblea costituente ma un partito così. E non va bene. Dobbiamo ripartire dalla base, dobbiamo dare lo scettro al nostro popolo».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Insomma dopo ottobre si apre il congresso del Partito democratico?«Non pretendo tanto, però dico: &lt;em&gt;attenzione ad un rischio di deriva che sta prendendo piede nel senso comune, per cui il meccanismo adottato fin qui lo trasferiamo tranquillamente giù per li rami fino a ogni singola sezione&lt;/em&gt;, dove qualcuno si presenta come candidato, gli altri votano e poi arrivederci e grazie. Una cosa del genere non può esistere. Se gli altri due problemi che vedo possono avere dei correttivi politici che in parte si possono ovviare, questo terzo rischio sarebbe strutturale».&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'Assemblea costituente è chiamata a votare lo Statuto e quindi affronterà anche queste questioni, non crede?«Bene, appunto per questo bisogna cominciare a discuterne. E se lo dico fin d'ora è perché vedo veramente molta preoccupazione in giro. &lt;em&gt;Se vuoi davvero la partecipazione non puoi chiamare i cittadini solo a scegliere tra due persone quando si tratterà di eleggere i segretari delle unità di base. Ognuno vuole sapere se quello che si candida sta parlando di una cosa che si chiama sinistra, sta parlando di una cosa che si chiama nuovo conio o altro. Si dice che facciamo un partito della società civile, molto partecipato. Bene. Ma facciamo un partito politico, dove la partecipazione è essa stessa formazione alla politica. E quindi &lt;strong&gt;prima di eleggere questo o quello, visto che sento già parlare di mezzi ticket per fare i segretari di federazione prossimi venturi, apriamo delle discussioni politiche dal basso e cominciamo a dire che cambieremo registro perché la gente non ha solo la mano da alzare ma anche la testa con cui pensare».&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sempre convinto di aver fatto la cosa migliore a non candidarsi a segretario del Pd?«Cosa fatta capo ha. Ora guardiamo avanti».Lei si candiderà nella lista cosiddetta "istituzionale"?«Non ci crederà ma non ci ho ancora pensato. Sostengo Veltroni, con le mie idee come si vede, però con assoluta lealtà e convinzione. Ne parlerò con lui. Sono a sua disposizione, in questo senso». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-6043438704790767047?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/6043438704790767047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=6043438704790767047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6043438704790767047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6043438704790767047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/08/il-pd-secondo-bersani.html' title='IL PD SECONDO BERSANI'/><author><name>Gessica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://bp1.blogger.com/_HCi0xC9Chpo/R3OgLblT2nI/AAAAAAAAAAg/L1INJ9-mM_Q/S220/sorriso2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RrTEBksWH1I/AAAAAAAAAAU/5u3Jap8vwqo/s72-c/pierlu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-3136058432591655419</id><published>2007-07-25T09:36:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T02:27:52.955-08:00</updated><title type='text'>Laicità e Libertà</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RqeH_EsWH0I/AAAAAAAAAAM/_pgySztPTi8/s1600-h/STAINO.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091187421426884418" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RqeH_EsWH0I/AAAAAAAAAAM/_pgySztPTi8/s320/STAINO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nella serata di lunedì scorso è morto Giovanni Nuvoli, 53 anni, di Alghero, affetto da sclerosi laterale amiotrofica che, come Piergiorgio Welby, aveva chiesto l'eutanasia...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;è morto dopo giorni di sciopero della sete e della fame, col respiratore ancora attaccato, dopo aver inutilmente richiesto ai medici di essere lasciato morire in pace e senza sofferenze...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non c'era vicino a Nuvoli un medico come Mario Riccio (colui che aiutò Welby a morire), e che proprio nello stesso giorno è stato prosciolto con una sentenza secondo cui &lt;em&gt;Welby aveva il diritto di chiedere l'interruzione della ventilazione meccanica e il medico aveva il dovere di assecondare la sua richiesta. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questa vicenda mi ha indotto a più riflessioni:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;la prima è che, eticamente favorevoli o contrari all'eutanasia, sia giunto il momento (a maggior ragione dopo una sentenza di questo genere!) di mettersi al lavoro in parlamento per dotare finalmente l'italia di una legge sul testamento biologico (che è cosa diversa dall'eutanasia e che probabilmente sarebbe bastato in casi come quelli di cui stiamo parlando ora) che riconosca "nei fatti" il diritto individuale delle persone di scegliere della propria vita, della propria salute e del proprio corpo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' una questione che non reputo politica, nè di destra , nè di sinistra, è una questione di CIVILTA' che credo debba essere affrontata in un Paese avanzato ed industrializzato quale riteniamo di essere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Soprattutto, in un paese LAICO.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In un recente editoriale su Repubblica, Eugenio Scalfari riportava lo sgomento di alcuni lettori relativamente al fatto che la Chiesa avesse acconsentito ai funerali religiosi per l'avvocato milanese Corso Bovio (morto SUICIDA) e li avesse invece rifiutati a Welby, che aveva chiesto di morire ponendo fine ad inutili sofferenze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo perchè la Chiesa considera il suicidio un atto derivante da un raptus momentaneo e quindi da "perdonare", mentre nel caso di Welby si trattava di un militante che lucidamente si era messo in testa di opporsi all'accanimento terapeutico Ci Dice Scalfari che poi conclude:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;la Chiesa è, oltre che un'organizzazione religiosa, anche se non soprattutto un'organizzazione di potere. È anzi un potere a tutti gli effetti e si muove come tale su un'infinità di questioni che hanno poco o nulla a che vedere con la religione dell'amore e della carità predicata dai Vangeli. Come tutte le organizzazioni di potere, anche la Chiesa usa largamente lo strumento dell'ipocrisia. Questo è tutto.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Con questo post voglio semplicemente chiederCI se ci consideriamo abbastanza liberi per poterci ribellare al primato della politica nella chiesa cattolica (parlo di questa perchè siamo in Italia e perchè questo è il nostro caso) e se anche in quanto cattolici (io non lo sono ma molti tra noi immagino di sì) vogliamo provare a restituire chiarezza ai confini tra potere temporale e potere spirituale;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a dire che non possono esistere dei modelli di vita e di moralità superiori a tutti gli altri, dominanti, e restrittivi delle libertà individuali (che li imponga la chiesa, Berlusconi, la televisione qualunquista e populista o chiunque altro);&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;che è il momento di una legislazione al passo con le altre legislazioni Europee, che non ci stiamo a diventare un "caso particolare" solo perchè abbiamo il Vaticano in Italia&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non è nemmeno necessario parlare di laicità...si tratta semplicemente di "libertà", di rispetto per tutti, nessuno escluso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-3136058432591655419?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/3136058432591655419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=3136058432591655419' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3136058432591655419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3136058432591655419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/laicit-e-libert.html' title='Laicità e Libertà'/><author><name>Gessica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='23' src='http://bp1.blogger.com/_HCi0xC9Chpo/R3OgLblT2nI/AAAAAAAAAAg/L1INJ9-mM_Q/S220/sorriso2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_HCi0xC9Chpo/RqeH_EsWH0I/AAAAAAAAAAM/_pgySztPTi8/s72-c/STAINO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-3598167280129303759</id><published>2007-07-22T15:10:00.000-07:00</published><updated>2007-07-22T15:17:18.697-07:00</updated><title type='text'>Alcune riflessioni</title><content type='html'>&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;Queste riflessioni nascono da una notte strana, due marocchini litigano in piazza. Uno di questi è seduto con il figlio di 6 anni accanto. L’altro gli urla contro, lo minaccia, lo spintona, poi si avvicina ad un bidone dell’immondizia, rompe una bottiglia di vetro e si avvicina al connazionale con l’arma. Intervengono altri marocchini, cercano di dividerli, il ragazzo armato comincia a tirare bottiglie di vetro contro l’altro. Piazza della fontana è attonita, immobile mentre i due scatenano una scena simile all’intifada.&lt;br /&gt;E noi dove eravamo durante la violazione della res pubblica? che cosa facevamo? Guardavamo silenziosi ed innervositi ad una scena non appartenente ai nostri schemi mentali.              &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;Il nostro paese sta cambiando, in fretta, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.&lt;br /&gt;Centinaia di persone arrivano ogni giorno, con la speranza di poter avere una vita migliore, di poter sopravvivere e noi, che sembra non ricordiamo che cosa significhi Vivere ci sentiamo smarriti.&lt;br /&gt;Perché non capiamo cosa fare? Perché la nostra prima reazione è un conato di egoismo che ci porta a voler difendere la nostra terra, nazione, religione, razza, dall’invasore? Perché non capiamo che semplicemente, per condizioni necessarie al progresso, esseri umani si spostano? Le migrazioni non sono un fenomeno arrestabile. Non lo sono state ai tempi di Roma e non lo saranno oggi. Gli esseri umani, da sempre, si spostano dove c’è piu benessere. Ed è in quell’esatto momento che sta la prova.&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;Noi possiamo rifiutarci di accettarli, di riconoscerli come esseri umani con pari dignità, creare una società ancora una volta basata su classi, o possiamo compiere il nostro Dovere insegnando e recuperando gli alti significati della pace, della libertà e dell’uguaglianza del sistema democratico.&lt;br /&gt;Questo nostro immenso compito ha risvolti nazionali ed internazionali. Come pretendiamo noi di insegnare democrazia se esportiamo guerra e applichiamo discriminazione? Di quale democrazia stiamo parlando? Quale presunta razza europea cominceremo a pensare ci distingua? È la permeabilità meditata dell’Europa la chiave&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di volta di un sistema democratico realmente innovativo. Andiamo al di là delle razze, educhiamo, impariamo creiamo una società interculturale basata sul reciproco ascolto. &lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;Quante belle parole e quanto senso di sconforto creano in me.&lt;br /&gt;Temo che non andrà così, temo che torni &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;sovrano l’irrazionale egoismo, male intimo di ogni essere umano. Gli esseri umani devono lottare per capire. Dobbiamo immergerci nella gelosia, nell’odio, nella rabbia, e nel torto prima di poter capire. Mi piacerebbe non vedere questa strada concretizzarsi, ma è&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;più che un’ipotesi. &lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il nostro compito è quello di creare la seconda via, basata sui principi dell’educazione e del confronto con i nostri nuovi fratelli. Percorsi educativi sulla democrazia, sulla libertà, sull’uguaglianza, nelle scuole e nei corsi linguistici, nuovi percorsi su culture e religioni. Non tutti capiranno, molti ci denigreranno, ci chiameranno deboli, traditori, di sinistra.&lt;br /&gt;Ma noi abbiamo il dovere di creare uno Stato democratico vero, abbiamo il dovere di occuparci di esseri umani che bussano alle nostre porte con la speranza di una vita migliore. Abbiamo soprattutto il dovere di far capire che i miglioramenti non devono essere unicamente materiali, ma morali.&lt;br /&gt;La democrazia, la pace, l’uguaglianza, la libertà, sono i valori più grandi che abbiamo. Abbiamo il dovere di difenderli e di diffonderli.&lt;br /&gt;Peccato che spesso rimaniamo senza parole, così tronfi di ciò che apparentemente siamo, di ciò che abbiamo ottenuto, da non ricordare di cosa si tratti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-3598167280129303759?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/3598167280129303759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=3598167280129303759' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3598167280129303759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/3598167280129303759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/alcune-riflessioni.html' title='Alcune riflessioni'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-4244519775973369216</id><published>2007-07-20T03:11:00.000-07:00</published><updated>2007-09-24T02:10:24.204-07:00</updated><title type='text'>Un’Italia unita, moderna e giusta: Bologna c’è</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ieri 19/07/2007 Io e la Ge siamo andate a Bologna all’incontro “&lt;em&gt;Un’Italia unita, moderna e giusta: Bologna c’è”&lt;/em&gt;, organizzato dal Comitato Promotore di Bologna per il Partito Democratico. I protagonisti erano Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Walter Veltroni.&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;Il primo ad intervenire è stato il nostro ministro allo sviluppo economico &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pierluigi Bersani&lt;/span&gt; secondo cui esistono due tipi di fratture: una tra politica e società e una più particolare tra centro-sinistra e società. Questa situazione deriva dalle istituzioni che sono in continua transizione. La rottura è presente anche all’interno della società: ogni categoria si sente aggredita, attaccata dall’altra. Bersani fa riferimento al “particolarismo italico” che è messo in maggiore evidenza dalla globalizzazione.&lt;br /&gt;La proposta alternativa del PD alla leadership della destra deve avvenire attraverso una “&lt;i style=""&gt;riscossa morale&lt;/i&gt;” rivalutando le forze dinamiche e innovative della società. Il nuovo partito deve nascere con un rinnovamento nella proposta e nel linguaggio. Quest’ultimo è l’aspetto più importante. Il linguaggio deve essere già chiaro a livello di backoffice del partito, in modo da non creare equivoci di tipo comunicativo: “&lt;i style=""&gt;ti puoi definire riformista quando le riforme le hai fatte, non più solo quando prometti di farle. Per questo serve un linguaggio fatto di proposte &lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;chiare e concrete&lt;/strong&gt;, che la gente capisce: non rispondi più ai bisogni radicali del Paese, se vivi di un meccanismo comunicativo in cui usi una stessa parola con cinque significati diversi&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt; Successivamente ha preso la parola &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dario Franceschini&lt;/span&gt; capogruppo dell’Ulivo alla camera. Anche lui ha cominciato il suo discorso illuminandoci sulle le ragioni che stanno alla base della costituzione di un nuovo soggetto politico:&lt;/p&gt;  &lt;ol style="margin-top: 0cm;" start="1" type="1"&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;incontri tra riformismi&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;stabilità&lt;/li&gt;&lt;li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;la semplificazione (la più      importante)&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La nascita del PD non indebolirà il governo, anzi, farà il contrario, darà “forza” all’azione politica. Sicuramente dovrà essere un partito forte, che dovrà sfuggire dalla ossessiva “ricerca di visibilità”, da quell’attaccamento morboso ai decimi di percentuale. Insomma dovrà mostrare di essere una grande forza e non una forza affannata.&lt;br /&gt;Forse una delle frasi più significative riguarda il fatto che il partito che non dovrà basarsi sull’egoismo ma su una vera “&lt;i style=""&gt;missione collettiva&lt;/i&gt;”; un “&lt;i style=""&gt;partito arcipelago&lt;/i&gt;” dove le persone possano aggregarsi secondo un tema, una passione, un problema da risolvere…unioni di cittadini destinate a sciogliersi una volta che il problema è stato risolto. Il leader del PD dovrà essere politicamente forte e dovrà essere in grado di fare la sintesi di tutto.&lt;/p&gt;            &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;Infine c’è stato l’intervento di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Walter Veltroni&lt;/span&gt;, che ha paragonato il PD ad un grande campo che racchiude in sè cittadini e movimenti.&lt;br /&gt;Il PD dovrà trovare il coraggio di dire e di fare cose difficili e scomode che sono giuste per l’interesse degli italiani. dovrà superare quel particolarismo sociale, dove ogni categoria si sente minacciata dall’altra. Sono stati poi toccati vari temi come quelli dell’incertezza sociale per le giovani generazioni, la sicurezza, l’istruzione, il fisco, la questione ambientale.&lt;br /&gt;Per arrivare a definire quello di cui l’Italia ha bisogno:&lt;br /&gt;- ridurre la frammentazione&lt;br /&gt;- bipolarismo, ma non quello che ha caratterizzato i nostri anni dove i partiti si coalizzano con una o con l’altra forza politica per l’effetto dell’esclusione. Si tratta invece di un bipolarismo tra schieramenti coesi che consenta a ciascuno di governare seguendo una certa alternanza.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Significativa è la risposta di Veltroni agli attacchi di di oggi e di domani, infatti, lui non risponderà con gli stessi toni, evidenziando, in questo modo, la malafede dell’avversario. Una vera via di mezzo tra l’aggressione e porgi l’altra guancia. Bravo Walter!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E dopo un racconto particolareggiato della fine di Paolo Borsellino (cosa che ci ha ossessionato per il resto della serata)…siamo tornati tutti a casa sani e salvi (o quasi).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Commento: Il nostro caro Veltroni non può fare altro visto questo &lt;span class="a3"&gt;incontro di vari ed eterogenei soggetti. Sicuramente incarna perfettamente il leader auspicato da Franceschini (forte e capace di mantenere insieme forze molteplici). Di quest’ultimo mi è piaciuta molto l’immagine del partito arcipelago. Di Bersani mi ha appassionato il discorso sul linguaggio, sicuramente un aspetto molto importante…&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-4244519775973369216?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/4244519775973369216/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=4244519775973369216' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/4244519775973369216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/4244519775973369216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/unitalia-unita-moderna-e-giusta-bologna.html' title='Un’Italia unita, moderna e giusta: Bologna c’è'/><author><name>Veronica</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-5756104388839286463</id><published>2007-07-13T02:12:00.000-07:00</published><updated>2007-07-13T02:16:54.489-07:00</updated><title type='text'>Nuovo Forum</title><content type='html'>Ricordo a tutti gli interessati che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è attivo il nuovo forum&lt;/span&gt; dei giovani di Forlì-Cesena per il Partito democratico, dove è possibile continuare l'approfondimento sui temi specifici o semplicemente fare due chiacchiere per conoscersi meglio.&lt;br /&gt;Lo trovate cliccando sul link qui sotto:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=152761&amp;amp;f=152761"&gt;Forum giovani per il Pd&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-5756104388839286463?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/5756104388839286463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=5756104388839286463' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5756104388839286463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5756104388839286463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/nuovo-forum.html' title='Nuovo Forum'/><author><name>magno</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12469963681861244012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-6375578350999335217</id><published>2007-07-04T04:59:00.000-07:00</published><updated>2007-07-04T05:23:49.603-07:00</updated><title type='text'>Ciao a tutti</title><content type='html'>Ciao a tutti, prima di tutto mi presento per quelli di voi che ancora non mi conoscessero. Sono Valerio e per adesso ho partecipato solamente alla prima riunione introduttiva al Karl Marx perchè in questo momento mi trovo a Roma causa lavori a casa dei miei. Non che mi serva la "giustificazione" come si suol dire, ma semplicemente per confermarvi la mia totale partecipazione e disponibilità non appena  mi sarò liberato da questi impegni. Ad ogni modo sono in continuo contatto telefonico con Massimiliano che mi ha aggiornato sugli ultimi incontri e novità. Dopo i ringraziamenti di rito a chi ci sta consentendo di esprimerci su questo spazio virtuale e a tutti coloro che stanno credendo in questo progetto, mi permetto di segnalarvi una notizia sulla costituente del P.D. apparsa stamattina su Repubblica. Immagino che molti di voi l'abbiano già letta ma mi sembrava comunque opportuno postarla sia per "dovere di cronaca" sia per poterla commentare tutti insieme. A mio avviso si tratta di novità, che se confermate, segnerebbero finalmente una tendenza di democraticità e di novità fino ad adesso ancora estranee al processo di costituzione del P.D. (ad esempio il voto per i 16enni, le quote rosa e la gestione della campagna elettorale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi allego l'articolo di repubblica e il link alla bozza elaborata dai saggi del decalogo del Partito Democratico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="categoria"&gt;     &lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="txt12"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;REPUBBLICA. 3 luglio 2007&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;di CLAUDIA FUSANI&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;!-- Ultima modifica : 2007-07-03 19:48:35 --&gt;                                                         &lt;h3&gt;&lt;!-- inizio FIRMA --&gt;&lt;!-- fine FIRMA --&gt;&lt;!-- fine SOMMARIO --&gt;&lt;/h3&gt;                                          &lt;br /&gt;                                                                         &lt;!-- inizio TESTO --&gt;                                                                                                              &lt;b&gt;ROMA -&lt;/b&gt; Liste, candidature, date, convocazioni, il voto. Il codice genetico del Partito Democratico, le regole con cui saranno eletti i delegati dell'Assemblea costituente del nuovo partito, è contenuto in dieci pagine e undici articoli. Si tratta di una bozza ancora non definitiva intitolata "Decalogo per le Assemblee costituenti del partito democratico" ed elaborata dal Comitato dei saggi, i costituzionalisti Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo e Giuseppe Busia, e i tre coordinatori, Migliavacca, Soro e Barbi. Le regole contenute &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/partito-democratico6/regole/regole.html"&gt;&lt;u&gt;in questo documento&lt;/u&gt;&lt;/a&gt;  ( dovranno essere votate, approvate, ovviamente anche modificate o ampliate, dal Comitato dei 45 che è convocato nella sede di SS. Apostoli per l'11 luglio.&lt;br /&gt;                                             &lt;br /&gt;Quella che pubblichiamo è la bozza "più recente" ma non completa perché lascia in sospeso un nodo chiave: il candidato o i candidati segretari possono essere supportati da: 1)tante liste diverse per un unico segretario, del tipo "laici per" o "cattolici per" (ipotesi preferita dalle segreterie di Ds e Dl); 2) una lista unica con le preferenze (quello che vorrebbero gli ulivisti della prima ora per evitare l'unanimismo e il riprodursi di vecchi meccanismi come quelli correntizi; 3)liste locali su base regionali (ipotesi assai remota). Sarà questo il punto all'ordine del giorno più delicato e difficile nella riunione dei 45 convocata dal 10 al 12 luglio. Va detto che per essere un partito nuovo, il linguaggio delle regole resta un po' vecchio e barocco.&lt;br /&gt;                                                                                &lt;!--inserto--&gt;&lt;div class="ad-box"&gt;&lt;script language="JavaScript"&gt; &lt;!-- OAS_RICH('Middle'); //--&gt; &lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;!--/inserto--&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                                                                      &lt;b&gt;Elezione, insediamento, compiti dell'Assemblea - &lt;/b&gt; Il 14 ottobre l'Italia che crede nel partito democratico andrà a votare "i componenti delle Assemblee costituenti regionali e nazionali del Pd" in un orario compreso tra le sette e le 20. L'assemblea nazionale sarà convocata "alla prima data utile" (il 27 ottobre?) dal presidente Romano Prodi, procederà alla ratifica dell'elezione del segretario del nuovo partito e provvederà "alla redazione e all'approvazione del Manifesto e dello Statuto federale del partito". Si tratta delle regole con cui il Pd andrà al suo primo congresso nella primavera del 2008. Il Dna, il codice gentico, appunto, del nuovo partito.&lt;br /&gt;                                             &lt;br /&gt;                                                                                                      &lt;b&gt;Elettori - &lt;/b&gt; Alla categoria è dedicato il paragrafo 6 dell'articolo 1. Possono partecipare in qualità di elettori tutti coloro che "al 14 ottobre hanno compiuto 16 anni nonchè con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell'Unione europea ed extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno che risiedono stabilmente in Italia". Per votare, oltre al documento di identità o al documento elettorale, è necessario "dichiarare di partecipare al processo costituente e devolvere un contributo minimo di 2 euro per la copertura delle spese". In un' altra bozza si parla di un contributo di 5 euro.&lt;br /&gt;                                             &lt;br /&gt;Gli articoli 2-3-4 sono dedicati alla definizione di ruoli e di incarichi dei Comitati promotori, dell'Ufficio di presidenza, dei Garanti e degli Uffici.&lt;br /&gt;                                             &lt;br /&gt;                                                                                                      &lt;b&gt;Ripartizione dei seggi, anche all'estero e con "premio partita" - &lt;/b&gt;"Per l'assegnazione dei seggi ai fini dell'elezione della Assemblea Nazionale, si fa riferimento ai collegi e alle circoscrizioni di cui alla legge 4 agosto 1993" si legge nell'artciolo 5. Semplificando si può dire che nell'assemblea costituente siederanno tra le 2400 e le 2.900 persone: "1.200 seggi vengono distribuiti tra le circoscrizioni in proporzione al numero di residenti. Altri 1.200 seggi sono assegnati in proporzione al numero dei voti conseguiti dall'Ulivo nelle elezioni del 2006 per la Camera". Non è finita: trenta posti sono riservati agli italiani residenti all'estero "di cui venti nella circoscrizione Europa, 6 in quella Sud America, 2 in qualle America settentrionale e centrale, 2 in quella Africa, Asia, Oceania e Antartide". Potranno votare via Internet, "con apposito regolamento". Un ulteriore seggio è assegnato "ai collegi in cui abbia partecipato al voto un numero di persone pari a più del venti per cento dei voti ottenuti dall'Ulivo alla Camera nel 2006". Una sorta di premio partita dovuto all'afflusso dei votanti. In caso di tutti-alle-primarie, rischiano di essere circa 300-400 seggi in più.&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                                                                       &lt;b&gt;Candidature -  &lt;/b&gt;Il nodo aperto, ancora irrisolto riguarda, come abbiamo visto, il modo in cui liste e candidati devono essere collegati al segretario. Quello che è certo è che "nessuno può candidarsi in più di un collegio", che per presentarsi servono documenti come: 1) "dichiarazione di accettazione della candidatura con un ordine delle candidature; 2) "dichiarazione di adesione al partito democratico"; 3)nome o slogan di identificazione della lista; 4) eventuale dichiarazione di collegamento con altre liste.&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;"Occorrono cento firme" per presentare una lista di collegio. Ogni lista, inoltre, dovrà "comprendere un numero di candidati non superiore al numero dei componenti da eleggere in ciascun collegio e non inferiore ai due terzi". E' previsto anche una seconda opzione: "Possibilità di presentare liste con un numero di candidati pari al doppio dei seggi assegnati al collegio consentendo l'espressione di due voti di preferenza differenziati per genere". Cioè un uomo e una donna contro per lo stesso seggio nello stesso collegio.&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                                                                       &lt;b&gt;Quote rosa - &lt;/b&gt;Dopo i giovani e gli immigrati, l'altra novità riguarda le donne. Un'integrazione rispetto alla bozza originale prevede che "a pena di inammissibilità le liste devono essere presentate alternando candidati di sesso diverso".&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                                                                       &lt;b&gt;Scadenza per le candidature - &lt;/b&gt;Il segretario deve candidarsi "entro quindici giorni dall'approvazione di questo regolamento". In più deve portare il programma - o dichiarazione di intenti - e tra le 2-3 mila firme in più regioni. Il regolamento dovrebbe essere approvato tra il 10 e il 12 luglio. Più tempo invece per le liste per l'Assemblea costituente: entro il 14 settembre.&lt;br /&gt;                                              &lt;br /&gt;                                                    &lt;!-- do nothing --&gt;                                                                                                       &lt;b&gt;La campagna elettorale -&lt;/b&gt; E' un capitolo ancora non definito. Tra i saggi circolano proposte finalizzate a non ammettere pubblicità a pagamento per evitare spese, sprechi e diseguaglianze. Via libera invece al web.&lt;br /&gt;                                                    &lt;!-- do nothing --&gt;&lt;!-- fine TESTO --&gt;                                     &lt;br /&gt;(&lt;i&gt;&lt;!-- inizio DATA --&gt;3 luglio 2007&lt;!-- fine DATA --&gt;&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/partito-democratico6/regole/regole.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon lavoro, a presto,&lt;br /&gt;                                        Valerio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-6375578350999335217?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/6375578350999335217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=6375578350999335217' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6375578350999335217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6375578350999335217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/ciao-tutti.html' title='Ciao a tutti'/><author><name>Valerio &amp;amp; Lucia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01445521192557823232</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-4677062591064693076</id><published>2007-07-02T01:38:00.000-07:00</published><updated>2007-07-02T01:40:03.171-07:00</updated><title type='text'>VERGOGNA!!!</title><content type='html'>A Milano aggredita leader marocchina "Hina era una prostituta come te"&lt;br /&gt;Da la Repubblica del 30 giugno 2007&lt;br /&gt;MILANO - Sono stati due connazionali ad aggredire la vice presidente lombarda dell'Associazione donne marocchine in Italia. Lo hanno fatto vicino alla moschea milanese di viale Jenner, per punirla di aver partecipato ieri alla manifestazione di protesta davanti al tribunale di Brescia dove si svolgeva l'udienza preliminare per l'omicidio della ragazza pakistana uccisa dal padre e dai fratelli per il suo comportamento troppo "occidentale". "Devi smetterla di parlare di islamismo" le hanno detto i suoi aggressori. "Hina è un prostituta come te". E stringendole il viso con le mani l'hanno avvertita: "Ricorda: la bellezza non dura a lungo". Dounia Ettaib è rimasta molto scossa dall'aggressione ma ha tenuto a replicare che "non sarà questo fatto a fermare l'attività dell'associazione". La giovane attivista per i diritti delle donne musulmane &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/hina-processo/hina-processo/hina-processo.html"&gt;ieri&lt;/a&gt; era a Brescia, insieme ad altre 150 connazionali per manifestare solidarietà alle donne oppresse. Stringeva un cartello come le altre militanti di Acmid con su scritto: "Io sono Hina". Chiedevano al giudice di ottenere la costituzione di parte civile dell'associazione; richiesta che è stata però respinta dalla corte. E' parere concorde tra gli investigatori che l'aggressione di questo pomeriggio sia la violenta risposta delle fasce più estremiste all'opera di integrazione che Dounia Ettaib e Acmid stanno conducendo da tempo. Le frasi pronunciate dagli aggressori sembrano essere una prova. Ora è alta la preoccupazione tra le attiviste dell'associazione che temono di subire nuove minacce per le loro battaglie contro il fanatismo islamico. Lo stesso che l'11 agosto scorso, spinse il padre di Hina a massacrare con 28 coltellate la figlia e a seppellirne il corpo in giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da “I doveri dell’uomo” Giuseppe Mazzini, 1860&lt;br /&gt;“Amate, rispettate la donna. Non cercate in essa solamente un conforto, ma una forza, una ispirazione, un raddoppiamento delle vostre facoltà intellettuali e morali. Cancellate dalla vostra mente ogni idea di superiorità: non ne avete alcuna. Un lungo pregiudizio ha creato, con una educazione disuguale e una perenne oppressione di leggi, quell'apparente inferiorità intellettuale dalla quale oggi argomentano per mantenere l'oppressione.&lt;br /&gt;Ma la storia delle oppressioni, non v'insegna che chi opprime si appoggia sempre sopra un fatto creato da lui? Le caste feudali contesero a voi, figli del popolo, fin quasi ai nostri giorni l'educazione; poi dalla mancanza d'educazione argomentarono e argomentano anche oggi per escludervi dal santuario della città, dal recinto dove si fanno le leggi, dal diritto del voto che inizia la vostra missione sociale.I padroni dei Neri in America dichiarano radicalmente inferiore e incapace d'educazione la razza e perseguitano intanto qualunque si adoperi a educarla. Da mezzo secolo, i fautori delle famiglie regnanti affermano noi Italiani non adatti alla libertà, e intanto, con le leggi e con la forza brutale d'eserciti assoldati, mantengono chiusa ogni via perché possa da noi vincersi, se pure esistesse, l'ostacolo, come se la tirannide potesse mai essere educazione alla libertà.Ora noi tutti fummo e siamo tuttavia rei di una colpa simile verso la Donna. Allontanate da voi fin l'ombra di quella colpa; però che non è colpa più grave davanti a Dio di quella che divide in due classi l'umana famiglia e impone o accetta che l'una soggiaccia all'altra. Davanti a Dio Uno e Padre non vi è uomo né donna; ma l'essere umano, l'essere nel quale, sotto l'aspetto d'uomo o di donna, s'incontrano tutti i caratteri che distinguono l'Umanità dall'ordine degli animali: tendenza sociale, capacità d'educazione, facoltà di progresso.&lt;br /&gt;Come due rami che muovono distinti da uno stesso tronco, l'uomo e la donna muovono, varietà, da una base comune, che è l'umanità.Non esiste disuguaglianza fra l'uno e l'altra; ma come spesso accade fra due uomini, diversità di tendenze, di vocazioni speciali. Sono due note d'un accordo musicale disuguali o di natura diversa ? La donna e l'uomo sono le due note senza le quali l'accordo umano non è possibile.&lt;br /&gt;Abbiate dunque la Donna siccome compagna e partecipe, non solamente delle vostre gioie o dei vostri dolori, ma delle vostre aspirazioni, dei vostri pensieri, dei vostri studi, e dei vostri tentativi di miglioramento sociale. Abbiatela eguale nella vostra vita civile e politica. Siate le due ali dell'anima umana verso l'ideale che dobbiamo raggiungere. La Bibbia Mosaica ha detto : Dio creò l'uomo e dall'uomo la donna; ma la vostra Bibbia, la Bibbia dell'avvenire dirà : Dio creò l'Umanità, manifestata nella donna e nell'uomo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di considerazioni:&lt;br /&gt;guardate la data dei doveri dell’uomo, quando le donne hanno potuto votare nel nostro paese? quando hanno avuto la stessa educazione degli uomini? E dopo tutti questi patimenti permettiamo ancora che oggi, sotto false ragioni religioso culturali si nasconda una Vergognosa discriminazione sessuale garantita dalla violenza e dall’ignoranza ( 80% delle donne marocchine in Italia è analfabeta).&lt;br /&gt;Non possiamo tacere, dobbiamo agire.&lt;br /&gt;Non accettiamo che dietro alla patria multiculturale si nascondano ancora i germi della discriminazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sosteniamo l’associazione delle donne marocchine in Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.acmid-donna.it/home2.htm"&gt;http://www.acmid-donna.it/home2.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Massi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-4677062591064693076?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/4677062591064693076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=4677062591064693076' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/4677062591064693076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/4677062591064693076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/07/vergogna.html' title='VERGOGNA!!!'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-5902588111215105756</id><published>2007-06-30T08:31:00.000-07:00</published><updated>2007-06-30T08:36:04.695-07:00</updated><title type='text'>IN ITALIA POCHI LAUREATI..</title><content type='html'>...&lt;span class="titolo"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;ma solo metà dopo tre anni ha un lavoro stabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Scolarità fa rima con produttività. Un passaggio essenziale per consolidare i segni di ripresa dell’economia italiana è rappresentato dal miglioramento del nostro sistema di istruzione e da una sua maggiore sintonia con l’evoluzione del mondo produttivo. Se l’Italia vuole riposizionarsi ai piani alti della globalizzazione – dove si fa design e innovazione prima che produzione – deve avere i titoli per farlo. Lauree e diplomi, innanzitutto. Istat e Banca d’Italia offrono alcune indicazioni interessanti. Nelle imprese industriali con almeno 50 addetti l’incidenza del personale laureato sale dal 6,9% del 2000 al 9,5% del 2006. Nell’intero sistema produttivo la quota dei tecnici è cresciuta da meno del 12% nel 1993 a oltre il 17% nel 2006. Presso le imprese industriali con oltre 50 addetti la quota di imprenditori laureati è salita dal 23% del 2002 al 37,4% del 2006. Gli imprenditori con titoli postuniversitari di perfezionamento sono aumentati dal 2,8% al 4,2%. Quelli con solo la licenza media o elementare sono scesi dal 22,4% al 9,5% del totale.&lt;br /&gt;Sono numeri incoraggianti, ma il divario tra l’Italia e gli altri paesi rimane ancora molto ampio. Nel 2004 la percentuale di laureati sulla popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni si attestava al 25,2% nella media dei paesi OCSE. In Italia era pari solo all’11,4%. In Francia e in Germania, i nostri principali partner e concorrenti sui mercati globali, la quota di laureati si collocava tra il 24 e il 25% della popolazione 2564. Tra il 1991 e il 2004 l’Italia ha pressoché raddoppiato l’incidenza dei propri laureati (dal 6,1% all’11,4%) ma rimane ancora ad una quota che non arriva alla metà di quella di Francia e Germania.&lt;br /&gt;I laureati in Italia sono pochi perché da noi è particolarmente elevato il numero di chi lascia gli studi senza finirli. Secondo i dati dell’OCSE, nel nostro paese il tasso di abbandono delle università si avvicina al 60%. Si tratta di una proporzione doppia rispetto alla media dei paesi industrializzati. Perché tanti abbandoni? In un recente lavoro, due economisti del Servizio Studi della Banca d’Italia mettono in evidenza la rilevanza delle condizioni famigliari. Più alto è il grado di istruzione dei famigliari, minore diviene la probabilità che lo studente lasci gli studi prima della laurea. A parità di altre condizioni, la presenza in famiglia di un padre laureato riduce la probabilità di abbandono di ben 14 punti percentuali. Allo stesso modo, una correlazione importante è rintracciata con il tipo di scuola secondaria frequentata prima dell’università. Il fatto di aver frequentato un liceo riduce la probabilità di abbandono di oltre 50 punti percentuali. A monte dell’istruzione dei genitori e del tipo di scuola secondaria precedentemente frequentata, lo studio di Francesco Cingano e di Piero Cipollone individua nelle condizioni socioeconomiche della famiglia di provenienza un fattore importante di influenza sulle probabilità di successo dello studente all’università. A parità di altre condizioni, c’è il rischio che finisca l’università chi può permetterselo piuttosto che chi lo merita. Al contrario, un sistema di istruzione capace di selezionare i migliori offrendo opportunità di educazione e di emancipazione a tutti serve sia allo sviluppo economico sia alla coesione sociale.&lt;br /&gt;Al problema del completamento degli studi universitari si aggiunge il passaggio critico dalla scuola al lavoro. I dati diffusi a fine maggio dall’Istat nell’ambito dell’indagine annuale sull’inserimento professionale dei laureati sono illuminanti. Nel 2001 in Italia si laurearono 154.324 persone. Di queste, nel 2004 solo 86.146 risultavano aver trovato un lavoro continuativo: il 56% del totale. Come spesso accade in Italia, intorno alla media c’è molta varianza. Sono infatti appena 19 su 100 i laureati in medicina che godono di un lavoro continuativo a tre anni dalla laurea. All’altro capo della distribuzione, risultano invece 81 su 100 gli ingegneri in possesso di un’occupazione stabile ad un triennio dal completamento degli studi. Al di sotto degli ingegneri, ma sopra la media nazionale, troviamo i laureati chimicofarmaceutici, quelli del gruppo economicostatistico e gli architetti. Al di sotto dell’aliquota di 56 occupati per 100 laureati, si collocano i laureati in discipline politicosociali, letterarie e giuridiche. Riguardo alle tipologie di contratto dei laureati al lavoro ad un triennio dalla laurea, i contratti a tempo indeterminato sono largamente maggioritari nel caso di laureati in discipline chimicofarmaceutiche, in ingegneria, in materie economicostatistiche. Le collaborazioni coordinate e continuative hanno invece un peso significativo per i laureati del blocco politicosociale, per i laureati in lettere e per quelli del gruppo psicologico.&lt;br /&gt;La ripresa in corso dell’economia italiana parte dall’industria. Degli 86.146 laureati nel 2001 che nel 2004 avevano un’occupazione, il 20% lavorano nell’industria. L’industria assorbe un quinto dei neoassunti laureati del paese mentre è titolare di un quarto del valore aggiunto nazionale. Se guardiamo i dati divisi per i diversi gruppi di laurea, la quota di occupati nell’industria sale al 36% dei neoassunti laureati in discipline chimichefarmaceutiche e al 48% degli ingegneri. Ecco quindi che il cerchio si stringe. In Italia ogni anno si iscrivono all’università circa 330mila giovani. Oltre la metà di questi non finisce gli studi. Gli 8090mila giovani che ce la fanno si distribuiscono su un ventaglio di lauree piuttosto diverso dalla matrice delle possibilità di assorbimento espressa dal mondo delle imprese e, in particolare, dall’industria. E’ come un acquedotto con parecchie perdite lungo le tubazioni e un sistema di sbocchi che prescinde dai fabbisogni degli utenti finali. Meno abbandoni degli studi e più laureati nelle discipline chiave per il rilancio della competitività e l’attività dei settori esposti alla concorrenza internazionale: passa anche da qui il consolidamento della ripresa.&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;GIOVANNI AJASSA &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-weight: bold;" lang="EN"&gt;- Responsabile Servizio Studi BNL Gruppo BNP Paribas&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-5902588111215105756?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/5902588111215105756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=5902588111215105756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5902588111215105756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/5902588111215105756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/06/in-italia-pochi-laureati.html' title='IN ITALIA POCHI LAUREATI..'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-8957477810687017325</id><published>2007-06-29T01:34:00.000-07:00</published><updated>2007-06-29T01:38:41.359-07:00</updated><title type='text'>A PROPOSITO DEL MANIFESTO…</title><content type='html'>Cari amici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scusatemi il ritardo, ma come si diceva una volta, in questi giorni ero fuori città..&lt;br /&gt;come va dalle altre parti della provincia?&lt;br /&gt;novità interessanti? Ma Matteo Valtancoli detto Valtanz è stato invitato al blog? Che ne pensate del discorso di Veltroni?&lt;br /&gt;Mi permetto di iniziare con questo post il lavoro per la creazione di una nostra proposta di manifesto per il Partito Democratico.&lt;br /&gt;Riassumo l’idea per coloro che non erano presenti alla riunione di Cesenatico:  partiamo utilizzando come punto di riferimento il testo elaborato dai saggi, discutiamolo nel merito, ed elaboriamo una nostra proposta. E’ decisamente importante la  definizione dei principi fondamentali, espressi in modo confuso sul manifesto. Il manifesto dedica solo una pagina alla struttura interna del PD, che ne dite di occuparci anche di quello?&lt;br /&gt;L’ individuazione e la sintesi condivisa dei principi è un fine ma anche un metodo di lavoro, ci da l’opportunità di condividere idee e ci prepara al processo costituente, all’interno del quale dobbiamo entrare per poter  influenzare positivamente un processo partito male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrando nel merito:&lt;br /&gt;A mio parere il documento elaborato dai saggi pecca innanzitutto di poca organizzazione, nonostante vi sia una sorta di paragrafazione tematica,  gli argomenti vengono spesso ripresi e ripetuti in “brodi” diversi. Come per esempio accade per le pari opportunità, per il merito e per l’istruzione.&lt;br /&gt; La seconda carenza, che è poi origine della confusione organizzativa,  deriva dalla mancanza di una sintesi concettuale dei  principi, che di conseguenza porta tutte le belle parole dette ad acquisire un senso un po’ qualunquista..&lt;br /&gt;Il terzo  problema è la mancanza di una carica idealistica nel documento.  I saggi più che promuovere un pensiero sembra che lo cerchino..Probabilmente questo è il modo in cui dovevano andare le cose, loro hanno messo la parola fine alle lotte di due secoli, i membri della costituente vanno a parlare di presente e futuro (speriamo).&lt;br /&gt;A questi problemi si aggiunge la necessaria distinzione tra principi, temi e struttura del partito.&lt;br /&gt;Il documento offre  però diversi spunti interessanti che mi piacerebbe riprendere nei prossimi post, ovviamente se il tipo di lavoro vi interessa...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito trovate il link al manifesto del PD ( in caso qualcuno non lo avesse ancora letto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libertaegiustizia.it/upload/Manifesto_PD.pdf"&gt;http://www.libertaegiustizia.it/upload/Manifesto_PD.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Massi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps: grazie per la lettura  suggerita, è l'approccio che cercavo, la leggo e ti dico...:-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-8957477810687017325?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/8957477810687017325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=8957477810687017325' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8957477810687017325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/8957477810687017325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/06/proposito-del-manifesto.html' title='A PROPOSITO DEL MANIFESTO…'/><author><name>Massimiliano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00193899219074064820</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-6026729301319326655</id><published>2007-06-26T03:54:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T02:27:53.877-08:00</updated><title type='text'>UN SALUTO ED UN INIZIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/RoDwr9IOCkI/AAAAAAAAABs/mjo_s2zcy7I/s1600-h/donmila3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5080325017607998018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/RoDwr9IOCkI/AAAAAAAAABs/mjo_s2zcy7I/s400/donmila3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;CIAO A TUTTI GLI AMICI DELLA PROVINCIA!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Finalmente siamo in movimento, come giovani, con gli strumenti che più ci sono consoni: un blog, una sera al pub, un camper...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da qui, spero che il nostro entusiasmo riesca ad arrivare a tutti i nostri amici, alla società civile, alle sedi di partito ed all'amministrazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La nostra politica parte da queste cose semplici, da una nuova forma di interpretare la cosa pubblica. E, come tutti dicevano la scorsa sera, la nostra politica sarà nuova perchè fondata su valori (vecchi e nuovi) che non diventano ipocrisia appena raggiunte poltrone su cui sedere. Apriremo dibattiti su quali valori metterci dentro, senza pregiudizi e senza dictat. Sapremo fare un confronto che sia riflessione e non scontro. Noi sapremo fare politica meglio. Non è arroganza, ma responsabilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Allora chiudo questo primo saluto, con un pensiero a quel Don Milani cui Veltroni ha reso omaggio qualche giorno fa, non tanto perchè abbia voglia di ricercare chissà quale padre nobile, ma perchè le parole, gli scritti, le azioni di don Lorenzo Milani sono veramente ancora fuoco vivo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Buon lavoro a tutti!&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;PS: invito alla lettura di "L'obbedienza non è più una virtù", Don L. Milani, Stampa Alternativa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-6026729301319326655?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/6026729301319326655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=6026729301319326655' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6026729301319326655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/6026729301319326655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/06/un-saluto-ed-un-inizio.html' title='UN SALUTO ED UN INIZIO'/><author><name>mauro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16321431148355180646</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/SgxBusv1EkI/AAAAAAAAAMA/G28ZvGLn3Cc/S220/batman_logo_wp_001.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_w2Qisaa6nQ8/RoDwr9IOCkI/AAAAAAAAABs/mjo_s2zcy7I/s72-c/donmila3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8223655505533193385.post-9058442509576154148</id><published>2007-06-22T04:02:00.000-07:00</published><updated>2007-06-27T11:36:26.809-07:00</updated><title type='text'>PRESENTAZIONE</title><content type='html'>Questo vuole essere un punto d'incontro dei giovani del costituendo Partito Democratico di Forlì-Cesena, un ulteriore strumento con il quale confrontarsi non solo tra di noi ma con l'intera società civile, i cittadini dei quali un giorno potremmo avere la responsabilità di rappresentarne i bisogni, e con essi avremo l'obbligo di fornire delle risposte ed agire di conseguenza. Fatene buon uso !&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8223655505533193385-9058442509576154148?l=pdgfc.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pdgfc.blogspot.com/feeds/9058442509576154148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8223655505533193385&amp;postID=9058442509576154148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/9058442509576154148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8223655505533193385/posts/default/9058442509576154148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pdgfc.blogspot.com/2007/06/presentazione.html' title='PRESENTAZIONE'/><author><name>Mirco77</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11546377243886010164</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
